18 febbraio – 24 febbraio

Sono quasi due mesi che non scrivo un editoriale, e se da una parte mi mancava, dall’altra ho il terrore di scrivere una di quelle cose lunghissime e noiosissime che la gente inizia a leggere e poi arrivati neanche a metà si annoia e smette, ma in realtà la parte fica era alla fine e hai solo perso tempo perché alla fine del pezzo non ci è arrivato nessuno e, niente, come vedete sto già divagando, quindi andrò in ordine, e sarò sintetico.
Finalmente, siamo tornati. E dobbiamo ammettere che ci siete mancati. Ci avete scritto in molti in queste settimane – anche da Toronto. Ciao, Michael! – chiedendoci che fine avessimo fatto, vi ringraziamo tutti di cuore.
Non ci eravamo dati alla macchia, né abbiamo avuto difficoltà a riprenderci del tutto dai festeggiamenti vacanzieri, come molti di voi avranno pensato, è che abbiamo avuto tanto, tanto da fare: e lo so che lo diciamo sempre, ma di solito è una scusa, questa volta invece è vero.
Innanzitutto, abbiamo rinnovato il sito e la newsletter. Nuove sezioni, nuovi contenuti – alcuni in comune con le altre edizioni europee di Le Cool – nuovi spazi, e nuove possibilità. Abbiamo pianificato una nuova direzione editoriale che ci piace molto, e che speriamo piaccia anche a voi, quindi seguiteci numero dopo numero per scoprire tutte le novità. E per i più pignoli di voi che troveranno qualche piccolo errore sparso qua e là nel sito, perdonateci, risolveremo tutto a breve (“Oh, stai sempre a mette le mani avanti…”, “Non se sa mai…”).
Abbiamo anche cambiato studio, perché in quello vecchio iniziavamo a starci strettini: sì perché stiamo crescendo, siamo sempre di più, e viste le cose in programma in questo 2016, avevamo bisogno di più spazio. A questo proposito, rinnoviamo l’invito a contattarci, a mandarci una mail, o a passarci a trovare: siamo alla ricerca di nuovi scrittori e collaboratori sia per Le Cool che per tutto il resto.
E quando dico tutto il resto intendo HANGART, la nostra società, con tutte le sue attività che vanno da Le Cool a BLANK, dal BEE HAPPY a MARK, da CENTO a RUBIQ (anche se di queste due cose ancora non potresti parlare, ma ormai). Anche di questo vi parleremo a breve in maniera più approfondita.
Io vorrei scrivere ancora duemila cose ma questo editoriale è già diventato lungo e noioso, come temevo all’inizio.
Vi lascio a questo primo/nuovo numero di Le Cool, tra ladri giapponesi, futurismi gastronomici, scarabocchi d’artista, orti a domicilio e come al solito molto, molto altro.

“We’re back!” dicono con una certa epicità Luca,  StefanoCeciliaMarianna e tutto il team di LeCool Roma

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