Alessandro Sicioldr Bianchi

Ciao Alessandro! Come stai? Che ci racconti?
Ciao! Molto bene, grazie, è un periodo molto intenso e di grande lavoro, sto cercando di dipingere il maggior numero di immagini che mi appunto giorno per giorno e sto notando che il mio universo comincia a prendere una piega completamente nuova, totalmente fuori dal mio controllo, e questo un po’ mi spaventa e un po’ mi affascina!

Cosa hai disegnato in copertina di questa settimana?
E’ un disegno che avevo in mente da parecchio tempo, una visione che non è possibile spiegare con chiarezza perché proviene da zone remote della mente. Ci sono delle figure in incubazione simili a crisalidi attaccate ad un ramo, in un paesaggio oceanico piatto e sconfinato. Non è la prima volta che rappresento soggetti del genere, anzi direi che ne sono letteralmente ossessionato.

“Sicioldr”, hai scelto questo come nome d’arte, c’è una storia dietro?
Dire che ho scelto il nome d’arte Sicioldr non è corretto, dal momento che è stato il nome a scegliere me. Non so precisamente come, ma questa parola onirica si è attaccata alla mia vita giorno dopo giorno. Rappresenta la mia parte più profonda e creativa, quella legata all’universo che rappresento con le mie opere.

I tuoi dipinti ci hanno colpito immediatamente. Ricordano i ritratti del ‘600 , i vari Van Dyck e Rembrandt, che si vedono nei libri di scuola. Familiari in qualche modo, ma impregnati di un mondo onirico, surreale che è difficile capire se è un mondo buono o no. Tu come lo definiresti? Come sei arrivato ad esternarlo?
I miei lavori non hanno quasi mai niente di minaccioso, la sensazione di inquietudine che creano è sicuramente legata al conflitto che si frappone tra il familiare e il misterioso, tra sguardi dolci ed espressioni enigmatiche. Questa ambiguità tra conosciuto e sconosciuto crea molto spesso un forte turbamento nell’osservatore che, invece di ricevere un’emozione univoca, deve far da specchio all’immagine, decidendo lui stesso se esserne turbato o piacevolmente rilassato.

Chi ti ha influenzato maggiormente nel tuo percorso artistico?
Si può dire che sia il nome Sicioldr stesso ad avermi influenzato maggiormente, un nome che proviene e che parla di un intero mondo gravido di immagini che aspettano di essere rappresentate, immagini sempre spontanee che non vengono mai create solo per assecondare una moda o una tendenza alla commercializzazione. Poi devo annoverare l’enorme influenza che ha avuto mio padre, pittore molto capace che mi ha dato i rudimenti per affrontare questo mondo. Per il resto sono influenzato dall’intera storia dell’arte, dalle prime forme di espressione umana alle ultime avanguardie. Ricerco sempre quelle creazioni che aprano le porte delle mie visioni e mi spingano a migliorare e ad andare sempre più in fondo al nero abisso della mente.

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere la carriera artistica?
Non saprei, dal momento che anche io sono agli esordi non mi sento di dare particolari consigli, l’unica cosa di cui sono è evitare di pensare troppo alla carriera, perché è un pensiero che uccide l’arte. Uno deve lavorare e seguire sempre la sua parte profonda, senza ostentazione, e con umilità. Se fama e successo devono arrivare arriveranno, ma non è per quello che si fa questo lavoro. Un artista è uno che fa opere d’arte, ed è quella l’unica ossessione che è necessario avere.

Cosa ne pensi della capitale? Che cosa le diresti se fosse una persona in carne ed ossa?
Roma è un pilastro centrale della civiltà occidentale, un luogo arcaico, magico, millenario. Se noi esseri umani fossimo delle cellule, Roma sarebbe un organismo saggio e antichissimo composto dalle vite di milioni e milioni di persone.
Se fosse una persona in carne ed ossa sarebbe molto probabilmente la personificazione della civiltà occidentale, l’unica cosa che potrei fare è cercare di omaggiarla nel mio piccolo, cosa avrei mai da dirle?

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Sia online che offline.
Su internet nella mia pagina facebook www.facebook.com/Sicioldr e sul sito www.sicioldrart.com.
Dal vivo è possibile vedere una mostra a Roma alla Nero Gallery dove ci sono due dipinti esposti nella mostra collettiva Nymphosis, dal 30 maggio 2015.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Ho tante idee e sogni, ma l’unico, vero progetto che ho è costruire una raccolta sempre più grande di dipinti e disegni, sempre più complessi e profondi.
Dato che sono un appassionato collezionista di libri, specialmente di libri d’arte, il mio sogno nel cassetto è vedere tutti questi lavori un giorno raccolti in un libro, un’ edizione preziosissima disegnata da me che raccolga un compendio di tutta la strada che ho fatto in questi anni.

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