Anna Brignolo

Ciao Anna, come stai? Che ci racconti?
Ciao a tutti.
Sto bene, sono appena tornata da Palermo (con qualche chilo in più, temo) dove ho scattato delle fotografie per un reportage sulla città.

Che foto ci hai dato come copertina di questo numero?
Si tratta di una doppia esposizione, in pellicola a colori .
La location è una villa ottocentesca nel vercellese. Si tratta di uno scatto realizzato in occasione di un servizio fotografico (a/i 2014) per il marchio di abbigliamento sartoriale piemontese Na-Yo Clothing, con il quale collaboro da anni.

Che tipo di approccio hai alla fotografia. Da cosa parti prima di scattare?
Il mio approccio non è casuale: per un reportage mi documento prima sul luogo e sugli eventi. In generale ho sempre un progetto alle spalle.

Come ti sei avvicinata alla fotografia, qual è stato il tuo percorso?
Sono sempre stata attratta dalla pellicola, per curiosità o per nostalgia, anche se sono nata nell’epoca del digitale. Poi ho scoperto la camera oscura e il processo di sviluppo analogico, qui la teoria si è trasformata in pratica. Mio padre, da sempre appassionato di fotografia e l’Accademia di Belle Arti, hanno fatto il resto. Nel 2014 ho inaugurato un laboratorio artistico indipendente di fotografia e sartoria all’interno del mio garage: Fabrico. Qui ho organizzato un’esposizione di giovani artisti grazie alla quale ho capito che la fotografia era la mia strada.

Ti ricordi la prima foto che ti ha fatto pensare di fare questo mestiere?
Non è stato uno scatto di qualche fotografo celebre. Sarebbe più romantico da dire, ma non è così. Sono state le storie dei fotografi a farmi appassionare, a farmi credere di poterli imitare, facendo della fotografia il mio mestiere.
La fotografia ti dà tanto se le dedichi tanto.

Sei di Torino ma vivi a Roma da un po’. Che rapporto hai con la città? Cosa le diresti se fosse una persona in carne ed ossa?
Mi sono trasferita a Roma a settembre, in seguito all’assegnazione di un borsa di studio presso la Scuola Romana di fotografia. Il mio rapporto con la città è di amore e odio, chiaramente per tutte le contraddizioni che la distinguono: bellezza e luce mozzafiato contrapposte a incuria, caos e sporcizia. Se è vero che la bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla farsi belli ogni tanto non farebbe male.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Potete trovare i miei lavori sulla mia pagina tumblr, di cui lascio il link
http://abphotosblog.tumblr.com/

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Come progetti futuri: lavorare, si spera, continuando però a portare avanti dei corsi di formazione, di stampa e sviluppo.
Il sogno nel cassetto é lo stesso dei progetti futuri.

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