Barbara Baldi

Ciao Barbara, come stai? Che ci racconti?
Ciao!
Tutto molto bene grazie, sto lavorando molto, ma da quando mi sono trasferita in campagna sembra tutto più divertente e “luminoso”.

Cosa ci hai disegnato come cover di questo numero?
Ho disegnato una radura, che forse è un sogno, ma non sta a me dirlo.
In questa radura c’è forse una serra, che forse è fatta di gelatina alla violetta, o forse non esiste nemmeno.
Spesso le mie illustrazioni sono a libera interpretazione.

Qual è il tuo processo creativo? A cosa ti ispiri maggiormente? Cosa consigli di fare a chi ha un blocco creativo?
Dipende da quello che devo fare.
Ad esempio, se devo illustrare un libro per lavoro, faccio prima una ricerca approfondita tra immagini, film, stoffe, carte, musiche, testi ecc.
Se si tratta di fare illustrazioni libere, mi ispiro alla vita, ai miei desideri o semplicemente a quello che mi accade durante la giornata.
Spesso se voglio comunicare qualcosa lo faccio con l’illustrazione, è una cosa che aiuta molto ad esorcizzare traumi o enfatizzare gioie, dipende.
All’inizio prendo diverse immagini, ricordi, colori. Li metto insieme e mi creo un’emozione. L’emozione ottenuta mi dà degli spunti su cosa trasmettere e rappresentare.
Spesso mi chiedo: – “Cosa dovrà provare chi guarderà questa illustrazione?”, “Cosa voglio dire a chi la guarderà?”.
Ma anche: “Poco importa se piacerà o meno, io ora dirò questo!”.

Il blocco creativo ci viene perché siamo vivi e “agitati” positivamente.
Consiglio di non aver paura del blocco creativo e di uscire dalla situazione di crisi facendo tutt’altro in quel momento.
Una passeggiata, un giro in libreria o semplicemente un film, aiutano molto. La distrazione è la chiave per rigenerarsi, secondo il mio punto di vista.
L’altro “trucchetto” per sbloccarsi è forse quello di guardare ciò che ci circonda con più entusiasmo, aggiungerei un pizzico di ironia nei momenti critici.
Una semplice foglia potrebbe diventare “Bellissima!!!” se solo lo volessimo.
Di solito si ha un blocco creativo mentre decidiamo di essere seri o di voler creare qualcosa di “serio”.

Qual è stato il tuo percorso professionale finora? Cosa consiglieresti lo stesso a qualcuno che vuole fare la tua professione o cambieresti qualcosa?
Il mio percorso è stato un continuo concatenarsi di opportunità e di percorsi più o meno difficili, grazie ai quali ho dovuto studiare molto e rinunciare ad una vita “normale”.
L’Accademia Disney mi ha dato molto, ma ho anche dovuto imparare il mestiere direttamente sul posto di lavoro, con e le scadenze strette e le correzioni da fare alle 5.00 di mattina.
Sconsiglio questo mestiere a chi vuole un lavoro semplice, con le vacanze e i soldi facili.
Lo sconsiglio anche a chi è troppo permaloso, perché è un continuo confronto con gli altri.
Piangersi addosso è l’arma più letale.
In teoria si dovrebbe essere sempre elastici e diplomatici in questo mestiere.

Consiglio un buon portfolio e un buon sorriso, che a quanto pare sono una grande fetta di futuri successi o insuccessi nella nostra carriera.
Consiglio anche di rinnovarsi sempre e di non rimanere mai troppo legati ai primi disegni.
La sfida al continuo mutamento dovrebbe essere il nostro motto, forse.
Osservare gli altri artisti, soprattutto quelli del passato, aiuta moltissimo.

Non sei di Roma, ma che ne pensi della capitale? Se fosse una persona vera che le diresti?
Non conosco bene Roma purtroppo, a questo punto dovrò visitarla!
Se fosse una persona mi innamorerei probabilmente.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Dentro e fuori la rete.
Potete vedere alcuni miei lavori qui:

https://www.flickr.com/photos/barbara-bargiggia/

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Coltivare un orto mentre parlo con il mio cane.

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