Batman V Superman

Sono andato a vedere Batman V Superman con il nostro, e vostro, amato Raffaele Carracoy.
Finito il film, un tantino perplessi, siamo andati a farci un paio di birre vicino casa, per rinfrescarci le idee.
Lì, grazie al magico elisir alcolico, siamo riusciti a fare mente locale su cosa avevamo visto, e trarre alcune conclusioni.
Iniziamo dicendo che, di base, non è un bel film. Non è neanche un film terribile, eh, sia chiaro, però non è un bel film (sfatiamo questa tendenza a dividere tutto in solo due categorie, bello e brutto, che mi inizia a dare un po’ ai nervi quando giro sull’internet…) e i motivi sono quelli di cui sicuramente avrete già letto nelle ultime 48 ore sul web: Goyer ha voluto infilare troppi elementi nella trama, senza svilupparne appieno neanche uno, e mischiandoli in maniera confusa; Snyder usa il ralenti più di quanto JJ Abrams usasse il flare in Star Trek, e non si capisce perché ma adora trasformare improvvisamente tutto in una roba fracassona e senza senso in cui cadono giù i palazzi e qualsiasi cosa emette raggi laser o elettricità; il film sembra un trailer di più di due ore e mezza dei vari film della Justice League in preproduzione.
E poi diciamocelo, nel film tutto ciò che gira intorno a Superman è noioso e banale, perché ‘sto Superman, un pochino, ci ha rotto le palle.
Ecco, questi sono i motivi per cui Batman V Superman non è un bel film. Però ci sono anche alcuni motivi per cui dovreste andare comunque a vederlo: primo fra tutti, Ben Affleck. Un Batman zozzo, sporco e violento, un Bruce Wayne brizzolato, con venti anni di stanchezza accumulata negli occhi, e la paura di non aver cambiato realmente le cose, di non aver lasciato il segno in alcun modo. A me il Batman/Wayne di Affleck è piaciuto, molto. Certo, alcune delle cose che fa durante il film – non diremo nulla, come ci ha chiesto in video il buon Snyder prima della proiezione – sono abbastanza risibili, ma quello è colpa della sceneggiatura – della quale forse alcune pagine erano andate perdute, ma non se ne sono accorti mentre giravano, e hanno detto vabbè, è andata così… – e non del tanto criticato, prima che uscisse il film, Ben. Cioè, ora non voglio sbilanciarmi, però forse è perfino un tantino più originale e verosimile del Batman di Bale…(“Buu! Ma che dici! Sei un cojone!”, e commenti simili…)
Poi c’è Eisenberg, che credo abbia interpretato un buon Lex Luthor, ma nel doppiaggio italiano la recitazione si perdeva dietro troppi versetti e tic. Infine, Wonder Woman, che è fichissima, non solo nel senso che Gal Godot è gnocca, nel senso che è fichissima come personaggio, ha i tempi giusti, i movimenti giusti, le armi giuste, e perfino un tema musicale bello coatto tutto suo (Zimmer + Junkie XL).
Quindi, riassumendo, non un bel film, ma dovete comunque andare al cinema a guardarlo.

Ora, detto quello che credo abbiano già detto, in un modo o nell’altro, centinaia di altre recensioni, passiamo a ciò su cui ci siamo impelagati, dopo aver visto il film ed esserci scolati tre birre, io e Raffaele. Che è difficile spiegarlo senza spoilerare nulla, ma ci proverò: nel film ci sono alcune scene, che sembrano abbastanza avulse dal resto della trama, che potrebbero avere più livelli di lettura; ci sono alcuni elementi che sembrano reggersi perfettamente se incastrati in mezzo alla trilogia di Nolan e al Man of Steel di Snyder (giusto per informazione, Nolan compare in questo film in veste di produttore); e ci sono un paio di scene che sembrano non avere senso, ma che lette in uno schema più ampio, magari lo acquistano. E magari danno anche un senso maggiore al trailer di Suicide Squad.
Ecco, purtroppo più di questo non posso dire, però, forse perché eravamo sostenuti dall’alcol, io e Raffaele ci abbiamo visto qualcosa, in questo puzzle di congetture da nerd.
Qualcosa di fico.

Comunque ne stiamo ancora parlando, quindi se un film vi fa ancora discutere dopo due giorni, nel bene o nel male, vuol dire che va visto.

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By martinadabbondanza in Interviste