Bernadette Moens

Ciao Bernadette, come stai? Che ci racconti?
Ciao! Al momento sono a Milano ricoperta di punture di zanzare e fa troppo caldo per lavorare. Quindi direi che va tutto bene.

Che hai disegnato in copertina di questo numero di LeCool?
Ho disegnato sei ragazzi carini seduti su una barca. Esattamente il posto dove vorrei stare ora.

Sei un’artista dalle mille sfaccettature e realizzi disegni e prodotti con tante tecniche diverse. Cosa ti ha spinto a diversificare? Qualcosa o qualcuno in particolare?
Ho sempre disegnato, poi mi sono avvicinata all’incisione e sperimentando le tecniche incisorie ho cominciato a trasformare le lastre in gioielli. Così ho creato “Les Badettes”, la mia linea di gioielli animati come i vecchi giochi per bambini. Dalle lastrine di zinco sono passata da poco alla tecnica della cera persa lavorando l’argento, in modo da poterli anche scolpire. Nel frattempo ho continuato a disegnare e a incidere su tutto e con tutto quello che avevo a disposizione, e qualche volta mi diverto anche a fare scenografie di carta come fossero un gigante gioiello.
Mi piace provare tutto, tanto che non riesco a fermarmi mai. Per ogni tecnica scoperta si apre un nuovo mondo. Per me è una dipendenza.
Purtroppo sono consapevole che prima o poi dovrò fermarmi.

Come sei arrivata a fare questo mestiere? E cosa puoi dirci di Studio Arturo, il collettivo di cui fai parte?
Sono diventata illustratrice perché avevo tanta voglia di disegnare e per amore dei libri. E’ l’unico modo per me di esprimermi.
Ho sempre fatto tanta confusione con le parole e, al contrario di quello che pensano tanti, non è perché la mia lingua materna è il francese. Sono proprio fatta così.
Studio Arturo è una spinta costante in avanti. Siamo cresciute insieme, ci siamo sempre sostenute e confrontate e bisogna ammettere che le cose che facciamo sono fichissime.

C’è un artista a cui ti rifai in particolare? Qualcuno che ti ha influenzata più degli altri?
Sono tanti gli artisti che mi hanno influenzato. Tre di questi in particolare possono rappresentare il mio mondo:
l’artista concettuale Christian Boltanski di cui ammiro tanto la poesia nel trattare la memoria, James Ensor, artista Belga, per il suo carnevale grottesco che fa parte delle mie radici e Alexander Calder con il suo meraviglioso circo animato.

Che rapporto hai con Roma? Se fosse una persona in carne ed ossa che le diresti?
Se potessi parlare con Roma le direi: “Ti amo ma ti lascio”

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Online e offline…
I miei gioielli si trovano in vari negozi a Roma, in Spagna e a breve in Belgio, sul web li trovate sul mio sito www.lesbadettes.com, su www.debou.it, e sulla pagina facebook.
Per tutti gli altri lavori, a parte periodicamente su locandine, riviste, dischi, palchi, muri, libri e mostre si trovano insieme sul mio portfolio online www.behance.net/bernadettemoens.
I lavori e i workshop di Studio Arturo li trovate sul nostro sito www.studioarturo.com e sulla nostra pagina facebook.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Mille appunti di idee in un quaderno e una partenza imminente. Da settembre tornerò a Bruxelles, ma non vi preoccupate: mi incontrerete ancora in giro per l’Italia. Il più spesso possibile.

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