Carola Ghilardi

Ciao Carola, come stai? Che ci racconti?
Ciao, vi racconto che oggi ho assaggiato per la prima volta un dolce crudista ed era buono sebbene io fossi partita molto prevenuta. Dal momento che mi diverte essere stupita, rispondo che “va benone”.

Che hai disegnato sulla cover di questo numero?
Ho disegnato un paesaggio misterioso e un po’ surreale in cui il “mio” omino (un omino che amo disegnare mentre cammina in vari contesti anomali) passeggia trascinandosi appresso un palloncino rosso. Questo il primo piano di lettura. Il secondo, allargando mentalmente l’inquadratura, vede la mano in legno che noi disegnatori usiamo come modello per gli esercizi giocare con le finestre segrete dell’illustrazione. Questo perché adoro il collage e le immagini tridimensionali o su più piani di lettura. Come anche i pop up e i calendari della tradizione nord europea (soprattutto natalizi) che sono pieni di finestrelle, che nascondo “altro”.

Il tuo stile si muove tra diverse tecniche, ma tutte sembrano puntare alla sintesi. Qual è il tuo processo creativo?
Dal momento che ho problemi ad esprimermi attraverso le parole e vengo sempre fraintesa perché troppo prolissa o eccessivamente sintetica, ho iniziato molto presto a cercare di comunicare chiaramente attraverso l’immagine. Lì mi sento a mio agio e posso scremare da una parte e agire d’istinto dall’altra, in maniera molto più fluida rispetto alla comunicazione verbale.

Qual è stato il tuo percorso? C’è qualcosa che cambieresti? O qualcosa che suggeriresti a qualcuno che vorrebbe fare il tuo stesso lavoro?
Ho conseguito un diploma al Liceo Classico e per molto tempo ho pensato di aver sbagliato e che sarebbe stato meglio frequentare un Liceo Artistico. Oggi, invece, sono molto contenta di quella scelta perché sono profondamente convinta che, ancor prima di imparare la tecnica artistica, devi saper comprendere profondamente un testo, se vuoi diventare un illustratore o un’illustratrice.

Cosa ti piace disegnare di più?
Volti, persone. Stati d’animo, fragilità ed aspetti contraddittori o ironici della natura umana. Gente normale, con le rughe, le “imperfezioni” sulle quali mi incanto.

Che rapporto hai con la capitale? Cosa le diresti se fosse una persona in carne ed ossa?
La trovo bellissima. E forte. Se dovessi disegnarla, sarebbe ovviamente una donna. Dalla corporatura massiccia e morbida insieme. Una figura “esposta” e aperta ma che, parallelamente, nasconde profondi segreti. Le direi di custodirli quei segreti.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Il sito è la vetrina più pratica in cui vedere i miei lavori. Anche la mia pagina Flickr o quella su Behance.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Mi piacerebbe tantissimo disegnare una graphic novel o andare in Madagascar a vedere i lemuri nel loro contesto naturale.

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