Cecilia Campironi

Ciao Cecilia, come stai? Che ci racconti?
Ciao, bene grazie e tu?
Al momento sono seduta all’ aperto, approfittando di questo nostro incontro per prendere una pausa al sole. Ultimamente sono sempre di corsa, con la bella stagione le mie attività s’ intensificano notevolmente, soprattutto i workshop.

Che hai disegnato sulla copertina di questa settimana?
Per la copertina ho disegnato un istante di vita di alcune persone, riprese nel momento in cui le loro vie si incrociano per caso. Ognuna di loro ha un pensiero in testa, come il ragazzo in primo piano sulla destra, che si è appena accorto di avere un insetto poggiato sul braccio, o il tipo in fondo pelato, distratto da non so bene cosa, ora glielo chiedo.

Il tuo è uno stile piuttosto sintetico, e utilizzi tante tecniche diverse, ma qual è la tua preferita? Pensi che ce ne sia una che più ti rappresenta?
Ho iniziato dipingendo con gli acrilici, passando per la grafite e le tecniche digitali.
Ultimamente però prediligo tutte quelle tecniche che mi fanno sentire libera.
Disegno sempre direttamente in bella, senza una linea guida, utilizzando matite colorate, penne, timbri o incisioni.
Quando un disegno mi viene commissionato uso la tecnica più adatta ai gusti del cliente, quando disegno per me uso principalmente matite colorate e siluette stampate.
Non sono proprio capace ad usare una tecnica sola, mi annoio subito.

Come sei arrivata al tuo tratto (al di là del perpetuo work in progress)? Qual è stato il tuo percorso?
Sono in continua ricerca per quanto riguarda il mio stile.
Ultimamente sono molto attratta dai colori accesi e dalla sintesi del segno, che è una caratteristica verso cui sono sempre più propensa.
Ho iniziato ad imparare a disegnare con un perpetuo esercizio nel disegno dal vero.
Venendo da una mano che ama i dettagli ed il realismo, cerco sempre di distrarre il mio cervello dalla tendenza del controllo, per cercare una strada più fresca e veloce, che esalti l’errore e l’imprecisione.
Progetto un disegno e con vari escamotage elimino più dettagli possibili, ritagliando le forme con gesti casuali per poi esaltarle con dettagli disegnati a mano libera.
Chi mi ha aiutato molto in questa ricerca di libertà sono stati i bambini con cui lavoro e Studio Arturo, lo studio che gestisco da anni con Elena Campa e Bernadette Moens. Insieme lavoriamo molto con l’incisione e la stampa e ho iniziato a sperimentare alcuni aspetti di questa tecnica, mischiandoli alla spensieratezza del disegno dei bambini.

C’è un colore con cui ti piace particolarmente disegnare?
Sì, il giallo!

Qual è il tuo rapporto con Roma? Cosa le diresti se fosse una persona?
Ah beh! Domandone. Chi mi conosce sa che con Roma ho un rapporto di amore e odio. Lei, perché sì, senza farlo a posta la descrivo spesso come una persona, è sempre nei miei pensieri e spesso presente nei miei disegni.
Per diletto ho illustrato una canzona di Claudio Villa, Vecchia Roma, e da poco ho finito un piccolo libro (progetto personale) con video annesso, che ho intitolato “Porta Maggiore regala grandi emozioni”. L’illustrazione scelta per l’intervista è un frammento di questo progetto.
Roma è la mia ispirazione e la mia disperazione allo stesso tempo, mi regala tanto e altrettanto mi leva, è impegnativa ma così bella che quando mi regala quegli scorci con le rovine rosse di tramonto mi fa dimenticare tutto, la furba.
(Se vedrete per strada all’ora del tramonto una tipa in motorino che applaude al cielo sono io).
Rapporto conflittuale quindi, ma sono legatissima alla mia città e spesso le parlo, dicendole cose come “io c’ho n’amore che nun ha mai fine, nun è geloso e nun me da le pene, c’ha tere e c’ha colline, è ricco de tesori, è Roma mia il più granne dell’amori”

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Sul mio sito: ceciliacampironi.com o sulla mia pagina facebook.
Sul sito di Studio Arturo: studioarturo.com e in alcune librerie come Scripta Manent da cui ogni tanto vado a portare stampe e calendari di Arturo.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Ho tre progetti libro in cerca di editori e la costante esigenza di trovare nuove collaborazioni.
Poi c’è il sogno di avere una bella casa in riva al mare, ma al momento temo di dovermi limitare a disegnarla.

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