Cecilia Randall

A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo libro Raivo – Millennio di fuoco (edito da Mondadori), abbiamo incontrato la scrittrice Cecilia Randall.
Noi la conoscevamo già (BLANK ha curato la campagna promozionale del libro), e abbiamo pensato di farvela conoscere anche a voi.
Ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata.

Ciao Cecilia, come va? Che ci racconti di bello?
Innanzitutto vi ringrazio per avermi invitato a questa intervista e ringrazio tutti quelli che si fermeranno qui con noi a leggere la nostra chiacchierata.
Il 2014 è per me un anno così ricco di impegni e cambiamenti che a volte mi lascia frastornata, quindi ne avrei da raccontare per ore! La conclusone del Millennio di Fuoco sta per arrivare in libreria e io conto i giorni con emozione. Ho già un altro libro pronto nel cassetto, una sinossi completa per un ipotetico progetto futuro, ma soprattutto sono arrivata ormai al nono mese della mia prima gravidanza e quindi, come potete immaginare, adesso ho la testa assorbita completamente dal cambiamento epocale che sto per vivere.
Diciamo che sono carica come una molla, piena di entusiasmo, ho più idee di quante riuscirò mai a realizzare e di certo non ho avuto un attimo per annoiarmi in questi mesi.

Iniziamo subito con la domanda più attuale: Millennio di Fuoco. Di che parla? Quanti libri sono? Come ti è venuta l’idea? Insomma, dicci tutto!
Millennio di Fuoco è un dittico, perciò è composto di soli due libri. Il primo, intitolato “Seija”, è uscito giusto un anno fa, mentre il secondo e ultimo, “Raivo”, sta per arrivare nelle librerie.
Come tutti i miei libri, anche questo dittico nasce dalla fatidica domanda “cosa succederebbe se…”. Mi sono chiesta come sarebbe stata la nostra Storia se in qualche modo le profezie apocalittiche dell’Anno Mille si fossero avverate. Il risultato finale è una storia di genere distopico-medievale. Ho immaginato che proprio allo scadere del primo Millennio una razza ibrida dalle origini misteriose (subito identificata dai medievali come “demoniaca”) comparisse nel mondo e scatenasse una guerra contro gli umani. A quel primo, fatale attacco, fa seguito una guerra millenaria (accompagnata da carestie e periodiche pestilenze devastanti), che rallenta il progresso fino all’anno 1999 d.C., in cui l’umanità, invece di conoscere la civiltà moderna a cui siamo abituati, è arrivata soltanto a un simil 1300.
Su questo scenario, umani e non umani si contendono il dominio sulle nazioni e si incrociano i destini dei due protagonisti: Seija, una guerriera umana discendente da una delle ultime stirpi pagane ancora esistenti, e Raivo, il Traditore, il famigerato condottiero che ha venduto anima e corpo alla regina dei cosiddetti demoni per farsi trasformare da umano in un essere plurisecolare e continuare così la sua spietata guerra di conquista.
Il loro primo scontro sul campo di battaglia e l’inspiegabile ossessione che Raivo sviluppa da allora per la sua nemica innescano una sequenza imprevedibile di eventi, che andrà a influire sul corso stesso della guerra.
Intanto, la fine del secondo Millennio si avvicina e con essa si rinnovano le profezie d’Apocalisse…

Prima di raccontare le avventure di Seija e Raivo, avevi stregato il pubblico con la saga di Hyperversum…
Adoro i giochi di ruolo e credo che tutti i giocatori di ruolo si siano chiesti almeno una volta “cosa succederebbe se questa avventura virtuale diventasse reale?”. L’idea di Hyperversum nasce da questa domanda e dalla mia passione per il Medioevo.
Ho immaginato un videogioco di ruolo, “Hyperversum” appunto, in grado di simulare avventure virtuali 3D in tutte le possibili ambientazioni della nostra Storia. I due protagonisti, Ian e Daniel, fanno parte di un gruppo di appassionati che all’improvviso (in pieno stile “Ai confini della realtà”), durante una sessione di gioco, si trovano catapultati nel Medioevo vero senza sapere come tornare indietro. Per loro inizia così un nuovo, mortale gioco di ruolo, in cui sono costretti ad assumersi identità che li facciano sopravvivere tra intrighi di corte, oscure trame politiche, battaglie campali, traditori e assassini. La differenza, in questo gioco di maschere, è che il game over porta senza scampo alla morte.

Dicci qualcosa di te. Per esempio, ti ricordi il giorno in cui hai pensato per la prima volta “Ok, da grande farò la scrittrice”?
Confesso di non aver mai pensato a una carriera da scrittrice! Da piccola sognavo di fare l’archeologa o il grafico pubblicitario: sono diventata un grafico web e quindi ho raggiunto l’obiettivo. Sono molto soddisfatta di me.
Poi, la passione di inventare e raccontare storie c’è sempre stata, fin da quando ero piccola: ho scritto i primi racconti alle elementari (anche l’abbozzo di un libro, di fantascienza!), ma contemporaneamente ho scoperto il disegno e il fumetto e per gran parte degli anni a seguire ho disegnato storie più che scriverle, sperando di diventare fumettista.
A un certo punto, mi sono resa conto di non avere la preparazione necessaria per disegnare fumetti in modo professionale, mentre invece anni di studi letterari al liceo e all’università mi preparavano alla parola scritta. Così ho ricominciato a scrivere le storie e al massimo a corredarle di qualche illustrazione. Non mi sono sentita pronta a sottoporre un libro a un editore fino a dopo il master in comunicazione, quando già lavoravo come grafico, e devo ringraziare gli amici che hanno tanto insistito perché inviassi Hyperversum agli editori.
Il massimo a cui aspiravo era ricevere un parere esperto sul mio modo di scrivere e invece… eccomi qui dopo otto anni e sei romanzi.

Una domanda molto classica ma necessaria: chi consideri i tuoi “maestri” narrativi?
I grandi dell’avventura che mi hanno fatto sognare da bambina, primi tra tutti Salgari, Dumas e Scott. Poi, con il progredire degli studi, è arrivato l’amore per il Romanticismo tedesco, con i suoi miti, eroi, leggende, lande oscure, mostri e le grandi passioni assolute.

E invece, per quanto riguarda il resto? Film, fumetti, arte, dicci quali sono le tue ispirazioni.
Sono onnivora. Adoro la fantascienza (prima o poi scriverò un romanzo, giuro), l’avventura, i thriller, i film storici e quelli d’azione in generale e naturalmente i film fantasy anche se, rispetto a quelli di fantascienza, di validi ne trovo molti meno.
Cartoni animati, anime e manga sono il mio pane quotidiano da sempre e, anche in questo caso, spazio dalla fantascienza, al romance, alle sit-com, al fantasy, al cyberpunk, passando per quei gioielli che sono i film del maestro Miyazaki e per il capolavoro assoluto della Disney: Fantasia.
Adoro l’arte rinascimentale (passione che è finita tutta nel mio fantasy Gens Arcana, ambientato nella Firenze di Lorenzo de’ Medici), ma anche il Neoclassicismo, impressionisti e preraffaeliti.
In musica posso passare dall’hard rock dei miei amati Bon Jovi a Verdi e Beethoven, alternando con colonne sonore (le colleziono e le ascolto mentre scrivo), Nomadi, Queen, Springsteen…
Insomma, direi che mi lascio ispirare a trecentosessanta gradi! In fondo non si può mai sapere da dove arriverà la prossima idea, possibilmente buona.

Il secondo capitolo di Millennio di Fuoco sarà in libreria il 16 settembre. Cosa dobbiamo aspettarci da questo libro?
Con il personaggio di Raivo sono riuscita a mettere finalmente sulla carta il “Cavaliere Nero” che sognavo da sempre, con le sue luci e le sue ombre, la sua ossessione, la brama di vendetta, la volontà incrollabile e il suo personale codice d’onore.
Nel secondo volume del dittico, che prende il nome proprio da lui, ho ulteriormente esplorato la sua evoluzione e quella parallela di Seija, mentre la guerra tra umani e non umani si inasprisce e gli interessi personali di alcuni, da un lato e dall’altro del fronte, si insinuano nella politica e nelle strategie di battaglia. Sarà sempre più difficile capire da che parte arriverà il vero pericolo e distinguere i nemici dagli amici.

E poi? Vedremo ancora Seija e Raivo? Oppure hai già in mente qualcos’altro? Su, dacci qualche piccola anticipazione…
Seija e Raivo ci lasciano con questo secondo volume, perché ho già voglia di orizzonti nuovi. Ho pronto un libro che vorrei pubblicare nel 2015, ma al momento è al vaglio della mia agente Kylee Doust e per ora deve restare rigorosamente top secret. Però posso dire che, dopo le atmosfere cupe del Millennio di Fuoco e soprattutto dopo un personaggio impegnativo come Raivo, sento il bisogno di dedicarmi a qualcosa di più solare, avventuroso nel senso cavalleresco del termine. Per la prima volta vorrei dedicarmi a un romanzo per ragazzi o per young adult. Mi piacerebbe cambiare registro, anche solo per un libro. Vedremo.

Ok, concludiamo con un altro grande classico delle interviste di Le Cool: sogni nel cassetto?
Scrivere il soggetto per una serie a fumetti! Dopo tanti anni, la passione non si è mai spenta e sarebbe davvero un sogno vedere una mia storia trasformata in immagini. Il massimo sarebbe vedere una mia storia diventare una serie a cartoni animati… sognare non costa niente, no?

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