Ciccio Merolla

Ciao Ciccio, come stai? Che ci racconti di bello?
Ciao! Tutto bene! Contento ed emozionato per l’imminente concerto nella capitale.

Sei di Napoli e il legame con la tua città risuona forte nella tua musica. Che ricordi hai di te da bambino con questa grande passione?
Napoli è la città in cui sono nato e dove vivo, l’energia che emana questa città è talmente forte che bisogna convogliarla altrimenti poi si disperde. Io sono fortunato perché sin da bambino sono stato attratto dalle sue sonorità che hanno influenzato il mio modo di fare musica. Sono cresciuto nei Quartieri Spagnoli, un microcosmo di voci, suoni, colori, sapori che sono ancora oggi parte di me. Da piccolo, non avendo strumenti musicali a disposizione, essendo già dotato di un grande senso del ritmo, usavo gli oggetti di uso quotidiano come strumenti. Da una pentola, da una sedia, da un tavolo dei Quartieri Spagnoli è iniziata la mia avventura musicale.

Si percepisce che il tuo “sound” è influenzato da diverse esperienze musicali, non solo italiane. Da cosa trai ispirazione?
La curiosità è la mia fonte primaria di ispirazione. Tutto quello che mi circonda ispira la mia musica. Le storie che ascolto, le persone che incontro, le esperienze che vivo. Mi piace ascoltare, prima ancora di suonare, è dai suoni del mondo che trovo la giusta ispirazione.
Le atmosfere mediterranee per una questione di posizione geografica ovviamente sono quelle che fanno parte del mio sound, insieme ai suoni medio orientali, le nenie marocchine, ma adoro anche i mantra tibetani e i ritmi sudamericani .

Suoni praticamente qualsiasi cosa ci sia intorno a te… anche le donne! Il tuo “assolo” sul corpo di una modella ha avuto un numero altissimo di visualizzazioni su internet. Come ti è venuta questa idea?
Questo assolo è la punta di diamante di numerosi esperimenti sonori che sto effettuando, in realtà ci pensavo da tempo ma l’idea si è concretizzata sul set del videoclip di ‘O Bongo. Durante le riprese ho chiesto a Claudio D’Avascio di riprendere un assolo sul corpo dell’attrice Ornella Varchetta che era lì per le riprese del videoclip. Ho caricato l’assolo sulla mia pagina facebook come omaggio ai miei fan e il video è diventato virale, visto praticamente in tutto il mondo con 25 milioni di visualizzazioni.

Il tuo legame con il ritmo e “O’ bongo” traspare tutto dall’ultimo video dei Manetti Bros che ti vede come protagonista. Ce ne parli un po’?
Nel brano ‘O Bongo racconto la mia croce e delizia, ovvero sentirsi dire la fatidica frase “ci suoni qualcosa?”. Fin da piccolo ero invitato dagli amici soprattutto perché tutti volevano ascoltare i miei assoli. È una canzone ironica e divertente che parla della mia vita dedicata alla musica. La vena ironica del brano è stata trasferita nel videoclip firmato dai Manetti Bros e Claudio D’Avascio che si sviluppa intorno ad uno storia hot in cui io sono solo la colonna sonora dell’incontro amoroso di Ciro Petrone e la donna che lo invita a trascorrere momenti bollenti.

Qui a Roma suonerai per il Festival Eutropia, che rapporto hai con la nostra città?
Roma è una metropoli multiculturale, con i suoi intrecci di culture, etnie, e religioni è per me una fonte di nuove sonorità contemporanee. Ci vengo spesso per lavoro e ogni volta resto affascinato dalla mole di storia che questa città conserva. Ultimamente con i Manetti Bros abbiamo girato una puntata di Rex in cui interpretavo il ruolo di un latitante, è stata una bella esperienza in cui ho potuto godere delle bellezze della città.

Progetti futuri e sogno nel cassetto?
Per tutta l’estate sarò impegnato con ‘O Bongo Tour, ad agosto ci sarà un’incursione in Germania dove parteciperò ad un Talent Show e prenderò parte alla fiction L’ispettore Coliandro dei Manetti Bros. Poi nel frattempo sto lavorando al nuovo disco che uscirà il prossimo inverno. I sogni nel cassetto ci sono e sono tantissimi, io preferisco chiamarli progetti, perché ho intenzione di realizzarli tutti. E’ in cantiere un progetto teatrale ma non posso svelare di più , perché da buon napoletano sono scaramantico, ma posso dire che appena andrà in porto ne ascolterete delle belle.

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