Il Cinegastronomo #2 – Nightcrawler: suspense al guacamole

Ghiottonerie dal menù Mondo Genere, che venerdì scorso ha offerto in anteprima agli spettatori del Festival del Cinema di Roma la sfiziosa opera prima di Dan Gilroy (nelle sale a partire dal prossimo 13 Novembre).

Lo Sciacallo – Nightcrawler è la storia di Lou Bloom (un nome che sembra una marca di gomme da masticare). Lou agisce di notte, ai margini di una Los Angeles magnificamente velata di smog, mettendo a segno furtarelli e altri squallidi espedienti che gli danno di che campare, ma che svuotano la sua esistenza di qualsiasi senso o aspirazione. Una sera, è spettatore di un incidente stradale. Le operazioni di soccorso vengono riprese da una piccola troupe televisiva, che rivende il materiale video ai network televisivi locali. Per Lou arriva l’ispirazione: si procura una telecamera e una radio per intercettare le frequenze della polizia, e comincia a battere la città, a caccia delle situazioni più cruente da filmare. Conflitti a fuoco, inseguimenti, disastri aerei… un trionfo di lamiere accartocciate e corpi insanguinati, catturati dall’occhio della videocamera e riproposti senza censura nelle Breakin News dei notiziari del mattino. Lou è determinato e in poco tempo diventa il migliore sulla piazza, sbaragliando la concorrenza e arrivando persino a interferire con le indagini su un triplice omicidio, pur di mettere a segno lo scoop della sua vita…

Gilroy mescola gli ingredienti del cinema poliziesco/action ad una personale analisi sull’informazione e sulla disumanità dei media. Jake Gyllenhaal si cala magnificamente nel corpo emaciato di Lou Bloom, costruendo un personaggio cinico, ambiguo, privo di scrupoli, e a modo suo dotato di un finissimo humor nero.

Lou colleziona immagini esplicite che i Tg possono trasmettere tranquillamente all’ora di cena. “Non possiamo mandare questa roba quando la gente mangia!”, tuona uno dei membri del network, fingendo di ignorare un celebre studio secondo cui la visione di immagini drammatiche accresce l’appetito (non è un caso che al cinema i barili formato maxi di pop-corn finiscano prima del secondo tempo).

Di questo studio Lou è perfettamente a conoscenza – del resto si è costruito un solido background culturale studiando on-line – e sa anche che sedere dalla parte degli spettatori comincia ad essere un tantino scomodo. La tv la guarda svogliatamente, dribblando i caroselli di verdure surgelate, e preferendo al nutrirsi le faccende domestiche (tipo innaffiare piante e stirare camicie). L’ambizione, la sete di denaro lo spingono ad agire da protagonista, intraprendendo una vera e propria caccia allo scoop. Con la sua videocamera non si limita ad osservare: in preda ad una sorta di bulimia visiva, Lou prende letteralmente a morsi la realtà, sfiletta le parti migliori, spesso ne crea di nuove, non veritiere ma decisamente più appetitose. Questi bocconi vengono poi metabolizzati al montaggio, arricchiti di grafiche accattivanti e infine confezionati, come cibi precotti. Pronti e buoni in 5 minuti!

Lo scarto, elevato a prodotto d’eccellenza, si guadagna così l’attenzione di migliaia di telespettatori affamati.

La caccia forsennata risveglia nello sciacallo un autentico appetito. Dai bicchieroni di acqua minerale con ghiaccio (sua esclusiva fonte di sostentamento in tutta la prima metà di film), Lou passa alla cucina messicana: prima un Taco, divorato in macchina tra un incidente e una sparatoria; poi Tortilla chips e Margarita consumati al tavolo di un ristorante, in compagnia di Nina (Rene Russo), bella e algida producer del network.

Questo secondo pasto – in bilico tra la cena di lavoro e un tristissimo appuntamento galante – è un modo per il regista di mettere completamente a nudo, in tutto il suo splendore/squallore, la natura folle del protagonista: un uomo consapevole del proprio ruolo in una società che esige porzioni sempre più massicce di immagini scioccanti, di disgrazie su cui versare lacrime e indignazione all’ora di cena.

E dopo un ‘crunch-crunch’ di Nachos imbevuti di formaggio fuso e Guacamole, il film si avvia verso un secondo tempo strepitoso… di cui non riveleremo nulla, ma per cui – vi avvisiamo – sarà necessario un secondo barile formato maxi di pop-corn!

Per concludere, Lo Sciacallo – Nightcrawler non è un pranzo di gala. Se siete degli integralisti dell’alta cucina, lasciate perdere, perché rimandereste questo piatto in cucina ancora prima di assaggiarlo. Quello che ci offre Gilroy nella sua pellicola cattivissima non è una degustazione di vini o un ricevimento con obbligo di cravatta alla Russian Tea Room. Questa è roba per stomaci di serie, uno “spuntino” consumato alle 3 di notte in un fastfood sotto le rampe della tangenziale: bisunto, di dubbia provenienza, affogato nella maionese. Eppure schifosamente delizioso.

 

TORTILLA CHIPS AL GUACAMOLE.

Premessa.

Se questo film è riuscito a risvegliare in voi la voglia di finger food, ecco qualche consiglio su come preparare un’eccellente salsa al Guacamole per l’ora dell’aperitivo. In un articolo pubblicato il 30/08/2013 sul sito dell’Huffington Post, la celebre salsa messicana – la cui origine risale alla civiltà Azteca – viene definita“one of those foods that makes people happy”. Avete la responsabilità di influire sull’umore dei vostri convitati, quindi state attenti a non fare errori, tanto nella preparazione, quanto (e in special modo) nella scelta degli ingredienti.

Ingredienti.

- 2 Avocado – accertatevi di acquistare quelli piccoli, della varietà ‘Hass’. Gli Avocado grandi contengono più acqua e sono perfetti per una spremuta, ma non certo per il Guacamole. Assicuratevi che gli Avocado abbiano il picciolo: l’assenza del picciolo comporta l’entrata di aria nel frutto e quindi l’ossidazione della polpa. Quando li acquistate badate di tastarli ben bene per appurarne la perfetta maturazione.

- 1 Lime – se non amate il Lime, potete usare anche il Limone: la cosa fondamentale è che non manchi la nota acida (usare sia Limone che Lime non sarebbe una cattiva idea!).

- 2 Pomodori Maturi.

- 2 Cipollotti.

- 1 Peperoncino piccolo – se voi e i vostri ospiti non avete le lingue troppo delicate, sentitevi liberi di ricorrere alle più incendiarie varietà di peperoncino: i Jalapeños, o gli Habanero, ad esempio.

- Coriandolo.

- Sale.

Preparazione.

Tagliate i cipollotti a cubetti piccoli; tagliate a mano il peperoncino; togliete la polpa dai pomodori con un cucchiaio; tagliate i pomodori a cubetti piccoli; sbucciate gli Avocado e ricavatene tutta la polpa; tritate finemente il coriandolo.

Raccogliete gli ingredienti nel bicchiere del mixer insieme al succo di lime e di limone. Mescolate fino a ottenere un’amalgama morbida e cremosa (possibilmente lasciate alcuni pezzi intatti).

Quando avete a che fare con un frutto grasso come l’Avocado, non lesinate col sale: abbondate tranquillamente!

Sistemate la salsa in coppette e servitela con le Tortilla Chips.

Curiosità.

L’Avocado è ricco di Vitamina D: previene l’indebolimento delle ossa e dei denti. Contiene inoltre Vitamina E, per cui è un ottimo antiossidante ed è importante per un buon funzionamento cardiaco. È indicato per le persone affette da anemia. Migliora la digestione e aiuta la concentrazione mentale.

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