Daniel Riccardi, lo chef di MARK

Ciao Daniel come stai? Che ci racconti di bello?
Bene come sempre, grazie. Sto vivendo un periodo importante della mia vita professionale.

Sei lo chef del nostro nuovissimo ristorante “Mark”, emozionato?
Si, molto emozionato di intraprendere questa nuova collaborazione con Mark, avendo a disposizione uno staff giovane e motivato come me.

Quando hai deciso di voler fare lo chef per professione?
Sin da quando ero piccolo mi cimentavo a cucinare da solo e per questo ho scelto di frequentare la scuola alberghiera dove ho incontrato dei maestri di vita che mi hanno fatto capire quanto sia importante la scelta della materia prima, la lavorazione e l’impiattamento di una pietanza; ma la vera passione è nata con lo studio degli ingredienti, la loro grandissima varietà e la loro versatilità in cucina fanno si che ogni piatto fatto con il buon senso diventi un piatto unico.
D’altronde le ricette le fanno solo i cuochi e i medici!

Di dove sei originario? Hai una ricetta di famiglia alla quale sei particolarmente legato?
Sono di Battipaglia, città nota per la mozzarella di bufala, tutto parte da mia nonna, originaria di Ravello, un paese della costiera amalfitana:
era lei la vera chef in cucina, non c era’ domenica senza ragù con la pasta fatta da lei, non c’era festività senza pastiere o pasticelle, non c’era un’ estate senza la parmigiana di cioccolato.
Ma la ricetta che nn posso dimenticare è la pasta con alici e mollica di pane, un piatto estremamente povero ma dal gusto eccezionale che nn posso fare a meno di riproporvi.

Se vuoi cucinarti qualcosa di buono e hai moltissima fame, cosa ti prepari al volo?
Apro il frigo di casa e dò sfogo alla mia creatività di chef con gli ingredienti a disposizione, una cosa che nn deve mai mancare sono i pomodorini e gli spaghetti.

Roma è la città in cui vivi, dicci una cosa che ami e una che odi di questa città
La cosa che odio di Roma è la disorganizzazione dei servizi e il disamore che hanno i propri cittadini per questa città estremamente bella con così tanta storia. La cosa che amo è la possibilità che ti viene quotidianamente offerta di confrontarti con culture diverse e migliorare.

Completa la frase: “Sognerei di avere nella mia cucina…”
Sognerei di avere nella mia cucina mia nonna e poterle fare da secondo.

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By martinadabbondanza in Interviste