Dito Von Tease

Ciao Dito, come stai? Che ci racconti?
Cominciamo con le domande difficili…;)

Cosa ci hai disegnato per la copertina di questa settimana?
Un omaggio a Trilussa e alla romanità che rappresenta.
Per capire Trilussa (e innamorarsene) basta leggere una poesia come questa:

Trilussa -La Statistica

Sai ched’è la statistica? È ‘na cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.

Da cosa nasce, e quando, questa tua “ossessione” per le dita?
Il progetto Ditology è partito nel 2009. Volevo creare il mio account Facebook, ma volevo che fosse uno spazio virtuale libero dalle intrusioni dei parenti, dei colleghi e degli “amici”. Mi sono così nascosto dietro un dito.
Il desiderio di nascondermi dalla vita reale mi ha fatto riflettere sull’identità, mia e delle persone in generale …
Quindi ho scelto l’immagine di un dito, per suggerire che tutti noi ci nascondiamo dietro un’immagine che vogliamo dare di noi stessi.

Quali sono i personaggi che ti sei divertito di più a ricreare? E quali quelli che vorresti assolutamente fare?
Dr. Spock di Star Trek e Mr T di A-Team perché mi ricordano l’infanzia.
Vorrei realizzare gruppi di dita famose come i Beatles, i Kiss, la Famiglia Addams, i Barbapapà, i Simpson’s, i Minion etc..

Che tecnica usi?
La mia mano e una matita speciale: Photoshop.
Ogni ritratto è un piccolo e dettagliato prodotto di artigianato digitale, che mi impegna dalle 8 alle 16 ore di lavoro.

Che rapporto hai, personale e artistico, con la città di Roma?
Ci ho vissuto solo un mese , ma ho capito subito che Roma non è una città, ma un social network. Se hai un problema o un dubbio, se sei depresso o sprizzi di gioia, se sei come sei, a Roma vivi in condivisione con gli altri. Sei triste? Qualcuno verrà a chiederti “Che c’hai?” e così ti ritrovi a discutere con tutto l’autobus , con tutte le sale d’aspetto, le file e tutti quei luoghi di disagio che solo Roma sa creare. E proprio come un social network, oltre a chattare pubblicamente con te, ti taggano raccontandoti storie di “n’amico de n’amico mio”, e ti condividono raccontando a quelli intorno a te la tua vicenda… un meraviglioso melting pot all’amatriciana, perfetto per chi vuole essere felice abbastanza.

Oltre Trilussa, quali altre “dita” pensavi potessero rappresentare bene questa città?
Alberto Sordi e Carlo Verdone. Hanno rappresentato i romani dal dopoguerra ad oggi, con tutti i loro vizi e le loro virtù. Quel mix tragicomico e semiserio che caratterizza i romani e l’Italia intera.

Dove possiamo vedere altri tuoi lavori?
Su ditology.blogspot.com c’è troverete la storia e la filosofia legata a Dito Von Tease, i ditratti, le pubblicazioni, gli articoli, i gadget, la app e le collaborazioni.

Progetti futuri & sogni nel cassetto.
Sto ultimando il progetto dei Ditalians, una serie di ditratti di Italiani che si sono distinti in campo artistico, scientifico, culturale, musicale e politico. Un Paese come il nostro, che dimentica e maltratta le proprie eccellenze, non ha futuro. Nel mio piccolo, in punta di dita, voglio omaggiare queste personalità e ricordare che rappresentano l’identità italiana nel mondo.
Sogni nel cassetto? Più che dei sogni, parlerei del cassetto. Abbiamo ancora un cassetto dove mettere i sogni?

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