Drama, Non Drama – The Killing

The Killing

Era un po’ che pensavo di iniziare una rubrica su Le Cool. Non dico rubrica fissa perché con la costanza che mi ritrovo riesco ad uscire di casa ancora con lo spazzolino in bocca. Non è che mi dimentico, è che non ho un’organizzazione mentale adatta a darmi una scaletta, un calendario.
Vedete?
Ho iniziato parlando di una rubrica e tra poco mi ritroverò a parlarvi di quella volta che ho incontrato George Clooney.

Insomma, pensavo al fatto di parlarvi di qualcosa in maniera fintamente regolare. Ma di cosa?
Una rubrica di medicina no, visto che l’ultimo medico che ho visto era un’ostetrica. La mia.
Botanica? Meh. Parlerei solo di una pianta ed il giorno stesso Le Cool chiuderebbe.
Poi mi sono guardato intorno e ho detto: ehi! Nessuno qui ancora parla di serie tv!!
La gente sul treno si è spaventata, ma non me ne son curato. Son corso a casa ed eccomi qui.

Non voglio metterla sulle recensioni, o sugli smanettamenti edonistici da saputello.
Semplicemente, voglio condividere con voi la passione per quella che ormai è la settima arte e mezza. Parlerò di serie attuali, passate e magari dei rumors su serie che non faranno mai. Tutto quello che sarà a puntate e degno di nota, cercherò di farlo passare da qui.
Eviterò spoiler, ed in caso non potessi vi avvertirò.

Vi ho annoiato abbastanza? Ancora no? Vi state facendo le ossa, vedo.
Bene.

Perché oggi vi parlo di una serie che molti di voi, se appassionati, avrete già iniziato mentre io arrivo dopo, come sempre.
Per esempio mi son perso parecchie cose per strada: ad esempio Game of Thrones. So che il buon Raffaele potrebbe prendermi a saccagnate al grido di “HODOR!!” fino a farmi perdere i sensi, ma io il fantasy non lo reggo. Per carità, grandiosa messa in scena, dagli attori alle scenografie. Però che palle.

“Sì ma dopo si riprende!!”

Lo so. Lo so. Ma non ho tempo.

Perché finalmente, ed è il caso di dirlo, ho iniziato The Killing. E devo dire che capisco perché i miei amici, e addirittura mia madre quando gli dico che non l’ho visto né tanto meno so di che parla, mi fanno “eh no, veditelo cazzo!! è fichissimo!!”. In effetti, i requisiti li ha.

Prima di tutto perché mi ricorda tantissimo una serie che ho molto a cuore, e cioè Twin Peaks. Non tanto per la trama, che ha comunque alcuni richiami.
Ma più che altro per le ambientazioni, questi campi che diventano centrali di polizia che diventano licei, perennemente scuri e cupi, bagnati di pioggia. E le musiche, quella sorta di tastiere lunghe e inquietanti che facevano la metà dell’opera di Lynch. C’è il dramma infinito della famiglia, con un padre che si ritrova a dover traghettare moglie e figli su una barca di dolore di cui sta perdendo il controllo. Manca il nano che parla al contrario e abbiam fatto bingo.
Inutile dire che vorrei farmi sculacciare da Mireille Enos mentre minaccia di farmi passare il resto della vita in galera, e che ovviamente il comparto politico della serie rispecchia perfettamente il viscido che corre in quell’ambiente: in un’ora e mezza si son già viste minorenni coinvolte, falchi, colombe e tante auto blu, tant’è che mezzo parlamento sta pensando ad una class action contro la AMC per plagio.

E proprio per la AMC vorrei tenere l’ultimo elogio: clap. clap. clap.
La American Movie Classics è ormai quella che a livello qualitativo può competere con la HBO, mamma de I Sopranos  ma anche di Boardwalk Empire, The Newsroom ed il già citato Trono di Spade. Una competizione che si basa sul coraggio delle scelte, scelte di copioni che possono sembrare un azzardo agli occhi di case più commerciali, o magari fin troppo appetitosi al punto da roderli all’osso e buttare via il buono che c’era. Serie come The Walking Dead o Breaking Bad (sic) fanno della AMC una delle certezze assolute degli ultimi (quasi) vent’anni. Con un dolorosissimo, enorme, incolmabile flop: Rubicon. Dio, mi manca quanto Flashforward.

Insomma, The Killing parte bene, vi terrò aggiornati.

E comunque Geroge è un bell’uomo, ma l’ho trovato un po’ troppo nervoso.
What else?
Magari una camomilla ogni tanto, che te rilassa.

Comments

Altri contenuti

Interessanti

Intervista

Inspire,Connect,Build

By martinadabbondanza in Interviste



Storia

I’ll drink responsibly when they will make a brand of whiskey named Responsibly