Giorgia Marras

Ciao Giorgia! Come stai? Che ci racconti?
Ciao! Vi scrivo dalla Maison des Auteurs d’Angoulême, dove attualmente risiedo e lavoro. Sto bevendo un caffè di quelli solubili, mi manca quello italiano. Per il resto, tutto bene. Sto lavorando a delle illustrazioni e nel mentre sto progettando dei libri a fumetti.

Cosa hai disegnato sulla cover di questo numero?
Ah,ah! Ho disegnato me e Giulia (Sagramola) mentre stiamo guardando Broad City insieme alle protagoniste della serie stessa, Abbi e Ilana, che sono un po’ le nostre idole in questo momento! Ah, e mangiamo un sacco di gelato Haagen-Dazs all’Oreo, dovrebbero vietarne la vendita, è droga pura! Insomma, mi sono divertita!

Qual è stato il tuo percorso artistico? Cambieresti qualcosa della strada fatta finora?
Il mio percorso è stato abbastanza lineare. Liceo Artistico a Genova e l’Accademia di Belle Arti, sono diplomata in Grafica Design. Ma in realtà la vita me l’ha cambiata l’Erasmus a Parigi, oramai 6 anni fa. All’Università di Paris 8 avevo iniziato a collaborare con la fanzine della “fac”, e con loro ho avuto la possibilità approcciarmi per la prima volta al mondo dell’autoproduzione e del fumetto francese e internazionale, girando con il nostro banchetto per tutti i festival di Francia. Da quel momento ho iniziato a lavorare seriamente sul mio disegno e sulle mie storie, facendo workshop, residenze artistiche all’estero (in Austria e Francia), incontrando gli autori che in molto casi si sono trasformati in amici e che mi hanno aiutato tantissimo a trovare la mia “voce”. Questo continuo confronto con i colleghi mi ha fatto crescere tantissimo.

E no, non cambierei qualcosa. Del resto, chi lo sa cosa sarebbe stato meglio o peggio?

Chi sono i tuoi maestri? Chi suggeriresti di studiare a qualcuno che vorrebbe diventare un illustratore? I miei maestri?
Oddio, sono talmente tanti che potrei stilare una lista infinita. Dal cinema, alla letteratura, alla quotidianità, la natura, la Storia. Qualunque cosa può accendere un’idea, diventare parte del mio immaginario. Se invece penso alle influenze più strettamente legate alle arti figurative, posso dire che ho sempre pescato a man bassa dalla Storia dell’Arte, dalle sculture babilonesi antiche fino a Yves Klein. Ho una grande passione per l’arte, tutta. Ho alcuni artisti “feticci” che sono ovviamente Edvard Munch (ci ho fatto un libro, edito da Tuss), tutti gli artisti della Secessione Viennese, Paul Klee, la pittura medievale… Se devo invece parlare di illustratori o di fumettisti che sono stati dei maestri per me la situazione si complica, perché davvero sono stati tanti! Senz’altro Manuele Fior, Giulia Sagramola, Ilaria Falorsi, le ragazze di Amenità, Lucia Biagi ed Eleonora Antonioni, con la quale collaboro. Mi hanno fatto tanto crescere, con i loro consigli! Poi vabbé se dovessi fare il nome di tutti i fumettisti e illustratori che mi piacciono starei qua fino a domani mattina.

Direi che non posso consigliare a nessuno chi studiare – sarebbe inutile, ognuno si studia un po’ ciò che vuole. Posso consigliare questo ad un giovane illustratore (quale per altro sono anche io): trovatevi un buon commercialista e un ottimo avvocato, vi saranno mooolto utili se volete continuare a fare questo mestiere con un po’ di sale in zucca!
Che rapporto hai con Roma? Cosa la diresti se fosse una persona in carne ed ossa?
Ehm, devo dire che conosco molto meglio la capitale francese che Roma. Posso dire che quando ci sono stata, sono stata totalmente assorbita dalla sua Bellezza. Non avendoci mai abitato non ho neanche mai affrontato i suoi problemi più gravi (degrado, traffico, difficoltà negli spostamenti ed ecc..), quindi la mia visione è molto ingenua e innocente.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Sul mio sito web www.giorgiamarras.com e sul mio tumblr (appena aperto!) http://lagiorgiet.tumblr.com/ . Ma sono un po’ dovunque: Instagram, Pinterest, Twitter… Anche se sono una vera social-pigra.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Uhm… Direi realizzare due storie a fumetti alla quale tengo moltissimo. Una è una storia scritta e disegnata da me. Un’altra è scritta dal buon Lorenzo Palloni, un noir ambientato in Toscana negli anni ’50. Oltre a questo vorrei “solo” continuare a fare questo lavoro e vivere di questo. Vorrei raccontare storie. Finché avrò la forza di farlo.

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