Giro del mondo in 80 libri – Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven

Uno degli aspetti più belli dell’infinito mondo dei libri è che ogni volta possiamo scoprire romanzi e autori di cui ignoravamo l’esistenza fino ad un momento prima e che riescono subito ad affascinarci. Non serve andare sempre a scomodare un mostro sacro della letteratura presente e passata per leggere un bel libro.
Per questo motivo oggi con mia grande soddisfazione vi presento il libro Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven di Alessandro Sesto. Un libro piccolo nelle dimensioni ma assolutamente imperdibile soprattutto per chi ha a che fare con la musica in qualsiasi forma.

La premessa che voglio fare è che il suddetto libro è incredibilmente ironico e spesso mi sono trovato a ridere da solo mentre leggevo alcuni capitoli. Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven è un romanzo a episodi i cui protagonisti sono cinque membri di un gruppo rock veneto che tenta di farsi strada e di sfondare nel mondo della musica. La cosa è molto difficile e Sesto attraverso questi cinque musicisti (peraltro tutti senza nome e chiamati sempre con il loro ruolo “tastierista”, “cantante” etc) ci offre un esilarante, ironico e fallimentare spaccato del mondo della musica: quello di tutti quelle giovani band che canta e suona ma rimane sempre al punto di partenza. La rock band -che poi spesso si limita ad essere semplicemente una cover band- si muove tra matrimoni, concerti, serate in discoteca ma fallisce sempre perché nulla si muove e mestamente i musicisti tornano a casa con la sensazione di non aver concluso nulla. Come detto il libro è altamente ironico in quanto descrive le tante situazioni in cui si viene a trovare la rock band: la serata ad una sagra locale, la partecipazione ad un rock contest contro un gruppo dal nome nerd Galadriel, un goffo tentativo di scrivere una canzone dell’estate, l’assistere ad un rap contest a Salezze, l’arrivo di un sassofonista nella band e tanto altro.
Sesto descrive queste scene “di normale vita quotidiana di una band” in maniera esilarante mettendo in luce il contrasto tra la grandezza e della musica e la (mancata) realizzazione di questa rock band; formidabili sono i dialoghi nei quali i musicisti affrontano argomenti sulla purezza della musica e sul senso della vita per poi finire a parlare di quanto era triste suonare in una discoteca popolata da dubbi esseri umani.
Personalmente mi sono fatto un sacco di risate mentre leggevo questo libro anche perché negli episodi raccontati da Sesto ho rivisto musicisti che conosco e scene di concerti o matrimoni che ho vissuto -da spettatore perché al massimo riesco a fare due note con la chitarra.

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By martinadabbondanza in Interviste



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