Intervista a Chiara Cassanelli e Fabiola Martelli

Ciao Chiara e Fabiola! Come state? Che ci raccontate di bello?
Chiara: Ciao Jacopo! Diciamo che potrebbe andare meglio ma, dai, in questo mondo di ladri, in questo mondo di eroi, noi siamo molto importanti.
Non divaghiamo, la risposta è quella che ti darebbe un giovane (giovane?) medio della mia età: non mi lamento.
Anche se ci sarebbero molte cose da migliorare, sono molto più fortunata di altri della mia età.
E basta, che se no parte la sparata pseudofilosofica e non è né il momento, né il luogo. Giusto?

Dovete sapere che quella è la domanda di rito, la facciamo a tutti quelli che passano di qui, postino compreso. Voi avete un rito che fate regolarmente? Una scaramanzia, un gesto? Io ad esempio ogni mattina apro la finestra della mia camera che da su un cortile interno ai vari condomini, e bestemmio imitando Luca Giurato. Voi?
C: Potrei dirti che il mio rito mattutino è alzarmi e fare pipì, ma sarebbe sconveniente.
Una cosa che non manco mai di fare è farmi una bella tazza di latte e pucciarci qualcosa di peccaminoso dentro, la colazione è la parte più importante della mia giornata e non posso vivere senza, nel vero senso della parola perché se non la facessi, sverrei! E se non svenissi diventerei un essere mitologico metà donna e metà mostro che liquefa tutti quelli che le passano davanti a forza di parolacce.
E poi diciamo che da quando nella mia vita sono entrate le cosedatuna, ogni mattina pubblico la foto di uno dei miei lavoretti sulla mia pagina Instagram e su quella di Facebook.
Fabiola: Si, Ogni mattina mi alzo e barcollando mi trascino in cucina, preparo la caffettiera più grande e resto li davanti catatonica fino a quando il caffè salendo sporca tutto il lavandino e..buongiorno!!!

Chiara Cassanelli e Fabiola Martelli. Entrambi i vostri cognomi finiscono in –elli. Curioso no? Sapete cosa altro finisce così? I fardelli, i ribelli ed i pazzerelli. In quale di queste tre cose vi riconoscete, e perché?
F: Questa la sa dire bene lei :D
C: Potrei davvero riconoscermi in ognuna di queste tre parole, ma parlerò solo di quelle allegre: i ribelli perché per mia mamma, da quando ho cominciato a farmi tatuaggi (ovvero da ormai 10 anni), sono diventata una figlia snaturata e scapestrata. E poi anche perché diciamo che ho sempre cercato di non fare quello che ci si aspettasse da me, anche se in modo sempre molto sotterraneo e discreto, così che nessuno se ne accorgesse troppo. Infatti molti se ne accorgono solo a cose fatte.
E i pazzerelli perché, sembro sempre tanto carina e tranquilla, ma mollami due cocktail superalcolici, oppure leggi i racconti che ho scritto nell’era precedente, e poi ne riparliamo.

Chiara, la mia passione per le tue opere è ormai palese come il fatto che Ligabue sia ormai un artista finito. Come ti è venuta in mente? Quando è nata questa cosa? E poi, perché Tuna?
C: Andiamo in ordine: per spiegarti come mi è venuto in mente di cominciare a fabbricare pupazzetti dovrei partire dalla mia infanzia, ma tu non sei il mio psicologo e non ti chiedo di aiutarmi a risolvere i miei evidenti problemi, quindi ti dirò che, una volta capito che era possibile, ho impegnato ogni fibra del mio corpo per fare in modo che potesse succedere.
Era bello pensare che avrei potuto far nascere qualcosa di carino e puccioso per farmi compagnia. Poi quando ho visto che ne uscivano delle cose realmente apprezzabili ho cominciato a volerle condividere, una cosa bella, in generale, non va mai tenuta troppo per sé, a mio parere. E se posso dare qualcosa di piacevole agli altri, perché no?
La concretizzazione di questo mio piccolo progetto è nata esattamente 2 anni e mezzo fa. Ho sempre voluto imparare a fare l’uncinetto perché ogni volta che passavo davanti a una merceria, provavo una fortissima attrazione per tutte quelle soffici e colorate palle di lana (te l’ho detto che ho evidenti problemi) e l’idea di creare qualcosa con le mie mani mi ha sempre esaltato.
In più passava in quel periodo, da casaTuna, una mia cara amica, Velella, che per l’occasione è diventata la mia maestra. Così ho imparato la catenella e la maglia bassa, e due giorni dopo, a forza di tutorial su Youtube, avevo già fatto un pulcino.
Tuna. Perché Tuna. Ora mi costringi a umiliarmi. Ma siccome ti stimo e ti rispetto, lo farò solo per te (e per tutte le persone che leggono LeCool, certo).
Tuna è uno dei tanti soprannomi che mi sono stati affibbiati nel corso della vita. C’era un modo di dire tra noi amiche quando eravamo adolescenti e qualcuno combinava qualcosa di stupido: “sei proprio una tonna!”. E siccome la mia capacità di produrre gaffe, figuracce e goffaggini varie è leggendaria, sono diventata “La Tonna”, per arrivare a Tuna e inglesizzare il soprannome ridicolo per mascherarlo da cosa dignitosa, il passo è breve.
Le cosedatuna, infatti, sono tutte le stupidate che combino, e siccome il titolo era carino ed esisteva già da molto tempo (è anche un blog), l’ho applicato alle mie creazioni. Mi è sembrato subito calzante per renderle più simpatiche.

Fabiola, ti conosco per la copertina della pagina di Chiara. Lo stile, insieme ai pupazzi di Chiara, mi ha fatto pensare subito a “Little Big Planet”. Ci ho speso fin troppo tempo, davanti a quel gioco. C’entra qualcosa, o devo solo crescere?
F: Non lo conoscevo fino a 5 secondi fa….e penso che ci perderò troppo tempo anche io adesso che lo vedo!

Tu invece come ti sei avvicinata al mondo della grafica?
F: Disegno da quando sono piccola, ho iniziato sui muri di casa per la gioia dei miei che dopo un po mi hanno lasciato una parete tutta per me e da li l’inizio :)
Grafica da autodidatta per quei disastri che riesco a fare! Da grande voglio fare l’illustratora (è il mio modo di dire illustratrice..si capisce no?) pazza!!

Dateci i vostri contatti per vedervi all’opera. Sito, mail, pagine FB, codici fiscali e gruppo sanguigno.
C: Daje!
Email: cosedatuna@gmail.com
Pagine FB: facebook.com/cosedatuna
Instagram: @cosedatuna
Il gruppo sanguigno non te lo do tanto sono anemica, e il codice fiscale nemmeno perché è mio, pappappero.
Un vero sito non ce l’ho ancora, mea culpa, e infatti è il prossimo progetto che dovrò assolutamente portare a termine. Anzi, suggerimenti?
F: www.behance.net/fabiolamartelli
Su facebook ci sono solo le testimonianze della mia futura vecchiaia da gattara

Secondo voi è la vita che aiuta a sognare, o le linguette delle scatole di tonno sono fatte apposta per rompersi?
F: la seconda!
C: Questa è un’ardua domanda, mio caro Spaziani. Io sono davvero certa che le linguette delle scatole di tonno siano maggiormente studiate per farci bestemmiare, soprattutto noi femminucce in modo che diventiamo simili a scaricatori di porto e perdiamo in un secondo la nostra femminilità. Però alla fine, comunque si riesca ad aprirle sono sempre piene, quindi la cosa resta consolante.
Se sia la vita che aiuti a sognare non te lo so dire, io so solo che per vivere tranquilla devo aggrapparmi ai sogni, altrimenti imploderei e so che non sarebbe un bello spettacolo.
I sogni mi portano a realizzare nuovi progetti e i progetti mi tengono la testa impegnata, e questa è per me la cosa più importante. Pensare troppo senza uno scopo preciso fa male, rendersi costruttivi, invece, fa benissimo ed evita un sacco di rogne, capisci a me.

Che musica state ascoltando in questo periodo?
C: Diciamo che con tutte le cose che ho da fare non riesco a tenermi aggiornatissima con la musica, ma amo moltissimo il rock e la musica indie, passando dall’immancabile cultura pop.
Uno degli artisti che ho scoperto recentemente e che amo davvero moltissimo è Stromae, trovo che oltre ad essere incredibilmente carismatico sia anche un totale genio musicale. Ho visto un suo concerto e, caspita, sono uscita dal Palalottomatica con i capogiri e la prospettiva completamente cambiata. Non credo di azzardare troppo il mio giudizio se dico che l’unico che conosco in grado di occupare lo spazio di un palcoscenico come ha fatto lui quella sera, era Michael Jackson (che venero e adoro) e pochissimi altri davvero.
In più è da un po’ che non smetto di suonare nell’iPod i Mumford & Sons, la loro musica mi fa sorridere e adoro i loro testi.
Anche il loro concerto è stato uno di quelli da annoverare tra le cose più piacevoli che abbia fatto nella vita. Soldi spesi bene, soprattutto se pensi che da un gruppo di inglesi non ci si aspetterebbe mai che fossero così pazzi e, soprattutto, calorosi. In realtà basterebbe anche solo il loro banjo a farmeli amare alla follia, ecco.
E poi quello che non mi faccio mai, mai mancare sono gli Incubus, i Blur e i Foo Fighters, e un po’ anche i Coldplay.

So che Chiara è così nerd che George Lucas ha una sua foto sul comodino. Come ti senti, in previsione dell’uscita del prossimo “Star Wars”?
C: Oh, Spaziani mi fai arrossire!
Sono nerd, ma non così professionista. Anche se sono sulla buona strada, mi impegno per migliorare, sempre.
Sei davvero sicuro che vuoi sapere come mi sento per l’uscita del prossimo Star Wars?
Facciamo che te lo faccio capire con un aneddoto.
Sul braccio destro ho un tatuaggio dell’ordine dei cavalieri Jedi, ma non è questo l’aneddoto, ti piacerebbe.
Tempo fa ero in giro per negozi con delle mie amiche che vengono dalla Sicilia ed ero in fila alla cassa quando un tizio si gira: «cos’è quel simbolo? Mi pare una cosa che conosco» pensando che non sapesse davvero di cosa stava parlando, rispondo: «Star Wars» e lui: «i ribelli?»
Immagina il mio sdegno per la confusione dei simboli, allora ho detto, un po’ acida: «no, è il simbolo dei cavalieri Jedi», l’ho subito rivalutato quando ha detto: «GRANDE! Ma hai visto che tra poco esce il nuovo Star Wars?» ho risposto: «È da circa un anno che faccio il conto alla rovescia».
Il tutto è finito in un coro di «Grande!» e «Che Figo!» e non avevo mai visto questa persona in vita mia.
Ti prego, non ricordarmi che mancano ancora tre mesi perché non so davvero come faccio a continuare a sopportare l’attesa. Non lo so.

Avete visto “Inside Out”? Se sì, che ne pensate? Se no, VERGOGNA!
C: Mi devo vergognare, allora, ma lo confesso: ho paura di andarlo a vedere perché sento che prenderà il mio cuore e lo disintegrerà in un milione di piccoli pezzi. Mi commuovo facilmente, soprattutto coi cartoni animati. Non mi sento ancora pronta.
F: Si!!! bellissimo, dal tavolo che da un solo bottone arriva ad averne mille alberello del povero ragazzo che va in tilt vedendo davanti a sé la ragazzina.. ma davvero succede così??

Ditemi tre pro e tre contro di Roma.
C: I pro: quando si svuota d’estate ed è bellissimo andare in giro a passeggiare nel centro storico per godersi tutti quei posti che con la folla è impossibile quasi vedere. E perché anche se rimani in città senza poter partire per le ferie, ci sono comunque un sacco di cose da fare.
Il Globe Theatre, che prego ogni anno non venga chiuso perché è una delle cose più belle che ci siano mai capitate come città. E di conseguenza le (ahimè, poche) iniziative culturali: mostre, teatri, cinema, festival, visite guidate, concerti. Il mio divertimento si basa sul riempirmi gli occhi di cose belle e nuove, e per fortuna ce ne sono abbastanza, a volte troppe, per le mie tasche.
Adesso sarò cicciona e materiale, ma dico: i posti buoni dove andare a mangiare. Mangiare è un modo di stare insieme ed è anche bello riempirsi la pancia e la bocca con tanti sapori diversi. A me piace sperimentare e a Roma c’è davvero l’imbarazzo della scelta, fortunatamente anche per ogni fascia di prezzo.

I contro:
Roma è puttana (spero che mi perdonerai il francesismo). Tu la ami ma lei non ama te, e per avere qualcosa da lei sei sempre costretto a pagare in qualche modo.
Le distanze. A volte mi sembra una città troppo grande e mi scoraggia anche uscire di casa se solo penso a quello che dovrei affrontare per arrivare in un posto che si trova dall’altra parte rispetto a dove vivo.
Il traffico. Perché mi sembra sempre di stare perdendo preziosissimi secondi, minuti, ore di vita che potrei impiegare in attività ben più costruttive, invece di morire inutilmente un po’ per volta senza quasi poter fare nulla per evitarlo. E da qui conseguentemente la difficoltà per trovare parcheggio, la orribile viabilità e l’organizzazione pressoché inesistente dei mezzi pubblici. Ogni volta che esco dall’Italia e viaggio coi mezzi pubblici in altre città, mi viene da piangere alla sola idea di dover tornare a casa.

F: I pro: è bellissima, non la puoi conoscere davvero, raccoglie una grandissima parte della storia.
I contro: sa essere cattiva, a volte è troppo piccola.. ma voi ci siete mai stati nel traffico di Roma?

Ditemi un pro di Ligabue.
F: Conosce la monotonia che fa sentire sicure le persone
C: il fatto che tu l’abbia collegato al mio lavoro non so con quale giro di pensiero?

Ditemi un contro della birra.
C: Esistono dei contro della birra? Non lo sapevo.
Forse sì, è vero: fa ingrassare e gonfia la pancia, ma è talmente buona che, senti, non mi interessa niente.
Passami quella Menabrea.
F: me se gonf la panz !!

Sì lo so sono cattivo. Sogni nel cassetto? Progetti? Rapine in programma?
F: Rapinare la banca centrale delle buone idee!!! Riuscire a fare l’illustratora/gattara.
C: Ogni tanto devo mettere in ordine il mio cassetto perché ci sono talmente tanti sogni, che si sovrappongono gli uni agli altri e qualche volta certi non li trovo più e allora devo fare un casino per andarli a cercare.
Che poi, sto cassetto, Spazià, ma qual è? No, per me è importante, davvero.
È il cassetto dell’armadio? O del comò?
Io, sinceramente, ho sempre pensato che fosse quello del comodino, che è piccolo, sì, ma tanto i sogni mica hanno una dimensione precisa. Alla fine ce ne puoi stipare lo stesso quanti ne vuoi.
Comunque, i sogni che premono di più per uscire, al momento, sono due.
Il primo è andare a New York. Lo desidero da quando avevo 12 anni e non ci sono ancora mai riuscita. Sono arrivata al punto che qualsiasi serie tv guardi e qualsiasi libro legga che sia ambientato a New York, mi fa sospirare come una ragazzina che va al concerto degli One Direction. L’altra notte ho sognato di andarci a vivere per un anno. Non credo di essere mai stata così felice dentro un sogno.
Il progetto quindi è di riuscire a mettere da parte abbastanza soldi per farcela. O magari di vincere al gratta & vinci la somma necessaria.
Il secondo sogno nel cassetto è rendere le mie Cosedatuna un lavoro a tempo pieno. Adesso mi ci dedico dopo il lavoro in ufficio, ma mi piacerebbe essere in grado di produrre abbastanza (e di vendere abbastanza), per poter aprire un piccolo studio e vivere di questo. So che è difficile, ma ci voglio comunque credere. Infatti, uno dei miei progetti è proprio quello di non fare sì che questo resti solo un sogno, ma di concretizzarlo il più possibile impegnandomi ogni giorno un po’ di più.
Altri sogni ne ho, tipo che la Rowling scriva un libro sulla vita dei figli di Harry Potter, o uno Spin Off su quello che si dicevano Hermione Granger e Ginny Weasley nelle loro confidenze, oppure prendere una donna delle pulizie, ma diciamo che non voglio stare qui a tediarti oltre.
Rapine in banca, sì, mi piacerebbe. Ma essendo Tuna sono certa che combinerei qualche disastro, e devo arrangiarmi ad essere onesta.

Grazie ragazze, come mia prima cosa a tre è stata molto divertente. Vi auguro un gran bene e tante belle cose.
C: anche tu ti meriti tanto bene Spaziani, e non andare in giro a dire che facciamo cose a tre che se no mio marito è geloso, dai.
In bocca al lupo per tutto, a me, a te e alla mia Fabiola.
Daje sempre forte tutti!

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By martinadabbondanza in Interviste