Lemon Lights

Ciao Alessio come stai? Che ci racconti?
Ciao ragazzi! Tutto bene, sto per iniziare la mia giornata nello studio/box dove suono da mattina a sera, tutti i giorni… per la gioia del vicinato.

Lemon Lights, un nome d’arte che stimola dei punti di domanda. Da chi o cosa ti sei lasciato ispirare per la scelta del tuo biglietto da visita?
In realtà, a darmi l’ispirazione è stato un racconto che avevo iniziato a scrivere tempo fa. La storia parlava di un uomo che montava insegne al neon durante la notte. Inizialmente, infatti, pensavo di chiamarmi Neon Lights.

Hai uno stile decisamente internazionale, chi consideri i tuoi “maestri di vita” nel panorama musicale presente e passato?
Vi ringrazio, mi fa piacere che sentendo il disco abbiate avuto questa impressione. I miei maestri, non a caso, vengono tutti da fuori. Attualmente nell’ambito dell’elettronica ci sono davvero dei grandi artisti, tra i quali ammiro moltissimo Jon Hopkins, Apparat, Sun Glitters, James Blake e Swayzak. Cambiando genere, sicuramente il mio lavoro risente anche dell’influenza di tanti altri musicisti che seguo e mi piace ascoltare, come Neil Young, Ryan Adams, i Nirvana, Joy Division ecc…

Tre aggettivi per descrivere la tua musica a chi ancora non la conosce?
Sincera, psichedelica, riflessiva.

Ci è giunta voce che le tue live performance abbiano decisamente qualcosa di speciale, confermi?
Wow. Sono contento che arrivino queste voci! Sicuramente è una bella esperienza assistere ad un mio concerto. Ogni volta cerco di fare qualcosa di originale. Mi piace poter creare davanti alle persone e in luoghi sempre diversi. Il live è un momento sacro per me.

E ora una domanda su Roma. Due aspetti della nostra città su cui varrebbe la pena scrivere una canzone?
Sicuramente la notte. La notte di Roma è incredibile, senza alcun dubbio il momento migliore della giornata. Si potrebbe addirittura scrivere un brano su chi compone canzoni di notte; io lo faccio spesso perché credo che sia il momento migliore per lavorare su un testo. Porto, però, nel cuore anche la Roma trasteverina. Passeggiare per le vie di Trastevere e fare amicizia con le persone che incontro è una delle mie maggiori fonti di ispirazione. Si può incontrare chiunque! Questi sono giusto un paio di esempi, senza tralasciare anche le brutture della nostra città… la verità è che bisogna saper cogliere il momento giusto e saperlo trasformare in arte.

Prima della domanda di chiusura dobbiamo chiederti una cosa fondamentale: ma i tuoi ricci sono naturali? Ci dai il numero del tuo parrucchiere?
Ahahaha sì. Tutta roba naturale! Nessun parrucchiere ci ha messo mano da almeno un anno!

Progetti futuri e sogni nel cassetto?
Ho intenzione di fare qualche esperienza all’estero, tornerò presto a Londra ma sarebbe bello girare anche altri posti. Spero che la mia musica possa aiutarmi a spostarmi di città in città. Già questo sarebbe un grande sogno! Per ora, comunque, continuo a lavorare tutti giorni nel mio studio/garage, dove stanno già nascendo i nuovi brani per il prossimo disco!

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By martinadabbondanza in Interviste



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