Manfredi Ciminale

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Ciao Manfredi, come stai? Che ci racconti?
Ciao Le Cool! Benissimo, sto traslocando e ho da poco aperto uno studio al Pigneto con alcuni colleghi!

Cosa ci hai disegnato questa settimana?
Una revisione di San Giorgio e il drago, l’ho chiamata san drago e il drago.
Volevo sottolineare l’eccessiva semplicità con cui siamo abituati a distinguere il bene dal male. San Giorgio nel mio disegno, finisce per uccidersi non appena si rende conto di essere diventato cattivo uccidendo il drago. Mi viene in mente un episodio della religione hindù in cui la dea Kalì sta eliminando i demoni dal mondo e ferma la sua sete di sangue solo quando si rende conto che la sua furia ceca la sta portando ad uccidere persino suo marito Shiva. E’ sempre rappresentata con la lingua fuori in segno di pentimento

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Manfredi Ciminale

Come e quando hai capito che la tua strada era il disegno?
Al liceo sfornavo centinaia di fogli bianchi con minuscole facce nonsense in un angolo. Ho iniziato a disegnare più seriamente in ospedale per una piccola operazione, ma è solo dopo due fallimentari anni di università alla facoltà di psicologia che ho deciso di affrontare questa difficile e bellissima passione

Nei tuoi disegni vedo comuni denominatori: spazio, animali, tratti orientaleggianti. Da cosa ti lasci influenzare e come lo rielabori?
Mi attrae molto la cultura giapponese, così estremamente delicata e violenta al tempo stesso. Mi affascina perchè proprio non riesco a comprenderla, i nostri valori e i loro sono su due pianeti completamente diversi. Mi influenzano molti fumettisti, Daniel Clowes, Charles Burns, l’eccelso Marco Corona e come non menzionare il grande trauma di Andrea Pazienza, quando da piccolo leggevo i suoi fumetti pensavo che dopo un talento del genere disegnare non sarebbe servito a nulla, la chiamerei sindrome Andrea Pazienza, colpisce centinaia di ragazzi. Cito anche come forma di ispirazione il sito Bizzarro Bazar, pieno zeppo di notizie e storie interessantissime. Per quanto riguarda la rielaborazione non e’ mai un processo volontario, è più un’assimilazione.

Qual è il tuo rapporto con Roma?
Il difficile rapporto con Roma andrebbe coltivato costantemente. Roma ti impigrisce. E’ una specie di dolce ragnatela

Una cosa che ami e una che odi della città.
Amo la Caffarella e odio i coatti in macchina

Dove possiamo vedere le tue opere?
Sul mio blog manfrediciminale.blogspot.it

Progetti futuri e sogni nel cassetto.
Vorrei trovare un po’ più di tempo per dedicarmi ad un progetto di un libro che sto curando con un amico

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