Marco Ercoli

Ciao Marco, come stai? Che ci racconti?
Ciao, come sto? Sto morendo dal caldo a Roma, per fortuna in studio si sta bene e si lavora, tanto bene che mi costringe a non uscire per tutta la giornata assecondando la necessità di passare tutta la giornata a lavorare per le opere. Ciò mi permette di dedicarmi giornalmente con molta pazienza e molta costanza.

Cosa ci hai dato per la copertina di questo numero?
L’immagine per la copertina si intitola “I Love Ammerica”
Si tratta della prima scultura del ciclo “Army” esposta per la collettiva “Any Given Post-it” presso la Galleria White Noise. La scultura 1:1 riproduce una Colt Magnum utilizzando 10.000 post-it. Le mie sculture sono un elogio alla pazienza, al saper fare, all’ossimoro ed all’esperienza umana. La contrapposizione di un materiale creativo con un oggetto violento. Rendere un’arma innocua è il sogno di ogni essere umano con buon senso di rispetto verso tutte le fonte di vita.
I love Ammerica è il titolo dell’opera. Un rimarcare ed accentuare le due M per mostrare l’amore di un popolo verso oggetti che danno la possibilità di sterminare ogni giorno decine di individui rendendola un giocattolo per adulti. Che poi le armi sono viste quasi come giocattoli dall’altra parte dell’oceano.

Sei un artista a tutto tondo e usi diverse tecniche per realizzare i tuoi lavori. Ce n’è una a cui ti sei più avvicinato e che hai fatto più tua?
Nasco come pittore ma investo il mio MODUS OPERANDI tramite la scultura di cui mi sto dedicando ultimamente ed è un effettiva prova di quanto sia importante la pazienza e la concentrazione del dettaglio arrivando all’estrema cura di ogni singolo foglio ritagliato.

A chi ti ispiri? Chi sono i tuoi maestri? Nell’arte e nella vita…
Non mi ispiro a nessuno, fortunatamente non ho nessun maestro di vita e nessuna pratica orientale e nè filosofica che mi mostri la strada da percorrere.

Che rapporto hai con Roma? Che le diresti se fosse una persona in carne ed ossa?
Con Roma non ho un buon rapporto, in special modo il centro che si è spersonalizzato tra pizzerie e souvenir, tra il becero turismo senza rispetto e l’approssimazione di molte mostre che si vedono in giro. Mi piacciono le zone periferiche e popolari, quelle in cui si respira ancora un umanità lontana dall’annullamento globale. Se fosse una persona gli direi: “Roma mia non sei più quella di una volta , quella dello stare con i piedi a terra, quella della voglia di fare, di quella praticità artigianale che si è persa nella troppa estemporaneità degli eventi”

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
I miei lavori si possono visualizzare sul mio sito www.ercolimarco.me. Le opere non si trovano molto in giro perché si trovano nelle collezioni private.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Ora sto lavorando per lo Stripe Festival della città di Fermo www.stripefestival.com che và dal 4 al 6 di settembre.
Per il futuro vorrei vivere e lavorare in America , poter collaborare con le industrie della moda

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