Maria Luisa di Gravio

Ciao Maria Luisa, come stai? Come va la vita?
Ciao a tutti! Sto covando da qualche tempo un certo senso di irrequietezza ma riesco ad accettarlo di buon grado perché so che porterà dei cambiamenti ed è sempre bene non ristagnare, in un campo come questo. Quindi posso rispondere anche con un canonico: bene, grazie!

Che hai disegnato sulla cover di questa settimana? Come ti è venuta l’idea? 


Ho disegnato una papera che torna finalmente a casa, dopo esser stata lontana mesi per lavoro. Essendo una circostanza così densa di emozioni per il protagonista ho pensato che le condizioni atmosferiche potessero concedere un po’ della teatralità di cui sono capaci. L’idea mi è venuta guardando casualmente delle foto dell’Irlanda, qualche mese fa. Ho sempre trovato molto comunicativi e affascinanti i paesaggi dell’Irlanda ma anche del Regno Unito in generale e, soprattutto, dell’Islanda. Com’è stato in questo caso, mi basta una foto per evocare una storia: sono quei paesaggi, quei colori, quella freschezza a parlare.

Guardando il tuo portfolio spicca molto come le tue illustrazioni siano legate (o si prestino molto) al mondo delle illustrazioni per bambini. È così? Hai deciso tu di indirizzarti verso quel mondo o il tuo stile ti ci ha portato automaticamente?
Sì, effettivamente il campo di cui mi occupo è l’illustrazione per l’infanzia. Non credo d’aver mai realmente cercato di indirizzarmi verso altri campi perché da sempre sento questo settore nelle mie corde, non ho fatto altro che seguire la mia voce.


Cosa ti piace disegnare di più e perché.
Mi rendo conto di disegnare spessissimo bambini accompagnati da animali, in effetti. Ho sempre amato gli animali e questo evidentemente fluisce nei miei lavori, mentre trovo semplicemente molto divertente disegnare i bambini, li faccio interagire in un modo che sarebbe pressoché impossibile nella realtà e questo mi riporta ad una frase di Guida galattica per gli autostoppisti: “Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c’è di credere che nasconda delle fate?”. Chiaramente Douglas Adams non si riferiva a questo, ma è proprio l’atteggiamento che ho nel vedere quello che non c’è, quello che potrebbe essere SE, nel guardare con poca discrezione quello che mi circonda che mi porta a disegnare le fate nascoste, appunto.

3 colori che non possono mancare nella tua palette.
Non ho esattamente 3 colori onnipresenti nelle mie illustrazioni ma indubbiamente amo molto i colori freddi, c’è sempre qualche tonalità fredda nelle mie illustrazioni. Quindi direi: gli azzurri, i verdi e per bilanciare un po’, i gialli caldi.

Dacci qualche indicazione per seguire il tuo lavoro.
Questo è il mio sito personale: www.marialuisadigravio.com
Ho un profilo su behance: www.behance.net/MariaLuisaDiGravio
E infine ho un profilo su instagram, che non raccoglie unicamente i miei lavori: www.instagram.com/marialuisa.digravio/

Qualche progetto futuro all’orizzonte di cui ci puoi parlare? E sogni nel cassetto?
Di sogni nel cassetto ce ne sono molti, la maggior parte dei quali in disordine e alcuni dei quali spaiati. Per il momento li lascio nel cassetto e nel frattempo continuo a portare avanti commissioni e progetti personali.

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