Moovenda

Ciao Filippo, come stai? Che ci racconti di bello?
Tutto bene, ti ringrazio. In questi giorni sono a Milano perchè stiamo attivando le procedure per lanciare il servizio di Moovenda anche qui. Siamo molto felici di come stanno andando le cose: in questi giorni abbiamo avuto il piacere di poter allargare il nostro team passando da 4 a ben 12 persone. Ora abbiamo ancora più energie da dedicare al raggiungimento del nostro obiettivo: offrire ai clienti di Moovenda un servizio di consegne a domicilio completamente digitalizzato di ristoranti di alta qualità e locali che non avevano modo di fare consegne a domicilio.

Cominciamo con un po’ di presentazioni…di cosa ti occupi?
Sono Filippo Chiricozzi, ho 26 anni e sono il COO ( Chief Operating Officer ) e cofondatore di Moovenda. In particolare in questo momento, dopo una prima fase in cui mi sono occupato del marketing a tutto tondo, mi sono spostato sul business development.  Il mio ruolo è quello di capire come implementare strategie ed operazioni che portino Moovenda ad espandersi nel minor tempo possibile in diverse città senza mai rinunciare a garantire un servizio di qualità.

 Come nasce l’idea di Moovenda, chi ne fa parte e soprattutto di che si tratta?
Moovenda come ogni startup nasce da un’idea. A novembre 2014, nello Startup weekend di Roma, io e Simone Ridolfi (l’attuale CEO di Moovenda) abbiamo conosciuto Simone Terranova che sarebbe in seguito diventato il CTO di Moovenda. Fu un weekend concitato e faticoso ma che ci ha regalato tante soddisfazioni: ci siamo ritrovati a sviluppare l’idea di Moovenda in due giorni, al termine dei quali, dopo aver cercato di validare il modello nel miglior modo possibile, abbiamo ricevuto il primo premio della competizione. Da quel momento tutto è cambiato: abbiamo avuto modo di conoscere la realtà e le persone che lavorano in Luiss Enlabs, abbiamo partecipato alle selezioni per il sesto programma di accelerazione e ci siamo ritrovati a sviluppare velocemente il nostro sistema di delivery.

Inizialmente il nostro obiettivo era quello di creare un sistema community based completamente digitalizzato di consegne di prodotti di qualsiasi natura: da piccoli pacchi a plichi e documenti. Poi in realtà un po’ per fortuna un po’ per nostra bravura abbiamo capito che c’era la possibilità e il modo di sviluppare il servizio nell’ambito del food delivery: abbiamo sfruttato le conoscenze che avevamo accumulato nella prima fase per replicare il modello focalizzandoci esclusivamente sul cibo. Non è stato semplice, prima di tutto per la natura stessa dell’oggetto da consegnare che soffre inevitabilmente del rush di consegna:  le consegne di cibo devono essere esaudite in un arco temporale molto più breve e sono concentrate in un tempo limitato sia in termini di presa che di consegna. A livello di posizionamento abbiamo scelto quindi di rivolgerci solo ai migliori ristoranti delle città e oggi cerchiamo di offrire ai clienti che scelgono di ordinare su Moovenda un servizio di qualità a tutto tondo: dai prodotti (che vengono consegnati con un polibox isotermico di altissima qualità che ci permette di conservare intatte le proprietà del prodotto) al servizio di assistenza clienti nelle fasi che precedono e che seguono l’acquisto.

 Con quale criterio avete scelto i vostri partner?
Siamo andati per prima cosa a studiare approfonditamente le differenze locali per quanto concerne il mondo della ristorazione, quindi ci siamo basati su un aspetto che per noi è fondamentale, ossia la risposta del pubblico, il parere delle persone che hanno già avuto modo di testare i ristoranti. In quest’ottica utilizziamo molto siti come Tripadvisor, Zomato, Foursquare e blog dedicati al food. Di norma poi stiliamo una lista di ristoranti selezionati a cui andiamo a proporre il nostro servizio. L’aspetto per noi più gratificante, che oltretutto ci consente di ottimizzare i tempi, sta però nel fatto che sempre più tendiamo a ricevere candidature spontanee da ristoranti che, venuti a conoscenza di Moovenda, desiderano aderire al nostro servizio.

 Sul vostro sito date anche la possibilità di diventare “moover”, cosa significa?
I Moovers sono i fattorini di Moovenda: chiunque può diventare Moover. Il nostro è un servizio che si fonda su una community e sul fatto che chiunque può venire da noi, sostenere un breve colloquio conoscitivo in cui spieghiamo nel dettaglio come funziona il nostro servizio ed essere abilitato a diventare Moover. Il Moover non è un lavoro fisso fondamentalmente: il nostro obiettivo è quello creare un nuovo lavoro che permetta alle persone di trasformare il proprio tempo libero in guadagno. In questo senso ogni Moover offre a Moovenda la propria disponibilità, consegna e guadagna il corrispettivo che il cliente di Moovenda paga per ricevere a domicilio i prodotti che ha ordinato sul nostro sito.

 Voi di Moovenda operate sul territorio di Milano e Roma, quali sono le difficoltà che avete riscontrato nell’avviare il progetto all’interno della nostra città?
Roma è la città da cui siamo partiti ed è stata una sfida molto grande. La città ha delle peculiarità che ne rendono la logistica molto complessa per tutta una serie di fattori: l’area di consegna ad esempio è molto estesa e il traffico è praticamente una costante. Abbiamo dovuto lavorare duramente per cercare di ottimizzare tutta questa parte ma fortunatamente avevamo nel nostro CTO un’arma segreta: Simone Terranova si occupa di disegnare algoritmi di ottimizzazione delle corse e grazie alla sua esperienza nel campo della logistica siamo riusciti a implementare una soluzione tecnologica che potesse permettere ai Moovers di muoversi all’interno della città nel miglior modo possibile. Le difficoltà ci sono state ovviamente e gli imprevisti esistono ancora oggi ma devo dire che da subito la risposta di clienti e partners è stata una risposta di sicuro interesse e questo ci ha permesso di crescere piuttosto rapidamente.

Progetti futuri e sogni nel cassetto
In questo momento il nostro principale progetto è quello di espanderci: a Roma e Milano siamo già attivi ma speriamo di approdare il prima possibile anche a Torino, Bologna e Firenze. Il sogno nel cassetto è quello di riuscire a rivoluzionare il mondo delle consegne per dare valore al tempo dei nostri clienti consegnando loro qualsiasi cosa desiderino, dove e quando vogliono, rendendo così allo stesso tempo le città più connesse, intelligenti e vivibili.

 

 

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By martinadabbondanza in Interviste



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