MotherWhig

Ciao MotherWhig, come state? Che ci raccontate?
Ciao! Intanto un ringraziamento a LeCool per l’intervista! Poi che dire…che siamo tutti molto presi e impegnati da una lunga serie di “compiti”: cercare delle serate, scrivere nuove canzoni, qualche progetto top-secret…la solita routine!
Stiamo anche lavorando (forse) su un videoclip per una delle nostre canzoni, ma su questo ancora non vi so dare informazioni più dettagliate. Possiamo solo dire che se il progetto andrà in porto avremo dietro la telecamera Cecilia Brugnoli del collettivo artistico Ra-Beat!

Diciamo subito che voi siete una band metal, ma di metal ce ne sono molti tipi. Quali sono le vostre influenze?
Domanda di riserva? No seriamente, tutte le volte che ci fanno questa domanda non sappiamo mai cosa rispondere…diciamo che siamo uno di quei gruppi che “beh si, noi facciamo tipo metal…hai presente [nome di un gruppo a caso]? No? Vabbè allora non te lo so spiegare…”
In uno dei nostri ultimi live siamo stati definiti post-metal…non sappiamo di preciso cosa voglia dire, ma ci è piaciuta come definizione!
Ascoltando le nostre canzoni comunque sono evidenti gli artisti che ci influenzano maggiormente, a partire dai grandi della musica come Ozzy Osbourne e i Pantera fino a gruppi con sonorità più moderne, vedi Black Label Society, Soulfy o Hellyeah…pensiamo che sia più o meno su questo asse che ci muoviamo…quindi alla fine potremmo dire che siamo un gruppo Heavy/Groove Metal.

I MotherWhig nascono e crescono a Roma: qual è il vostro rapporto con la città?
Roma città eterna, Roma centro del mondo…Roma o la si ama incondizionatamente o la si odia profondamente. Fortunatamente il nostro epicentro e luogo simbolo è Garbatella, un quartiere che si è perso nel tempo e che non può altro che farti vedere Roma in un’ottica meno metropolitana…non si può non amarla…oddio, forse non il bar dei Cesaroni!
Poi voi mette: c’avemo er Colosseo, er Cupolone…er Capitano! Cioè dai davero, ma de che stamo a parlà?

Possiamo finalmente annunciare che è uscita la vostra prima release SPIT! Raccontateci un po’ com’è nato e come si è evoluto.
Sì, finalmente! È stato un parto però sì! Allora, seriamente, SPIT nasce dall’esigenza di rendere concreto il nostro lavoro, di far sentire cosa sono i MotherWhig. È ormai un po’ di tempo che esistiamo come gruppo…ma dopo continui cambi di line-up, litigi, pause lunghe più di un anno era arrivato il momento di mettere le cose nero su bianco.
Per fare questo ci siamo rivolti al Kick Recording Studio, e con l’aiuto, la supervisione e l’eterna pazienza di Marco “Cinghio” Mastrobuono (Hour of Penance / Buffalo Grillz) e Matteo Gabbianelli (kuTso), abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo dentro…e il risultato è da paura!
Cos’è SPIT alla fine? È in realtà solo un assaggio di quello che sono i MotherWhig, non è un demo compatto a livello di genere musicale…l’impronta Heavy/Groove è sì evidente, ma siamo tante cose…quindi boh, scegliete quella che preferite non importa quale, basta che sia tosta e che sia Whig!

All’interno di SPIT troviamo tre tracce: Fearless, Our Good Destiny e Kick your Own Skull, tutti titoli piuttosto evocativi. Chi di voi si è occupato della stesura della musica e delle parole? Vi chiedo una battuta per ognuna delle tre canzoni!
Principalmente, il merito della composizione e della stesura va dato a Marcello, il chitarrista, anche se alla fine il prodotto finale è sempre il risultato di un “lavoro di squadra”.
Per quanto riguarda le tracce:
Fearless è stato uno dei primi pezzi che abbiamo scritto e che, nonostante le numerosissime modifiche subite nel tempo, a differenza degli altri pezzi composti nello stesso periodo, continuiamo sempre a suonare. L’abbiamo anche scelto come traccia d’apertura di SPIT, quindi in un certo senso direi che ci identifichiamo molto con questo pezzo, e ciò è sicuramente indicativo di quanto ci piaccia!
Our Good Destiny invece è l’ultima delle canzoni che abbiamo scritto, e la consideriamo un po’ come un tributo al classico Heavy Metal con il quale siamo cresciuti tutti e quattro.
C’è da dire che abbiamo avuto lunghe ed estenuanti discussioni per decidere sulla sorte del pezzo (lo facciamo Doom?!), ma alla fine è uscito quello che è uscito…E ci piace!
Kick your Own Skull…Ma sì! Un po’ di cattiveria non fa mai male! Siamo pur sempre un gruppo metal no? Questo pezzo è la dimostrazione lampante di cosa succede quando diamo sfogo alle perversioni del nostro bassista!

Al release del demo seguirà un concerto? Quando potremo toccare con mano, e naturalmente sentire live, la vostra musica?
Beh, ovviamente! Abbiamo già preso contatti per organizzare diverse serate dal vivo, durante le quali verranno distribuite gratuitamente copie del nostro demo.

In attesa del live dove possiamo seguirvi?
In attesa di date dal vivo siamo attivi su diversi social, dalla nostra pagina ufficiale www.facebook.com/motherwhig ai nostri account su ReverbNation, Twitter e Soundcloud.
Su ognuno di questi siti potete trovare informazioni/contatti/news ma, soprattutto, potete ascoltare in streaming le tracce del nostro demo, che saranno presto rese disponibili in download gratuito!

Progetti futuri?
Progetti futuri? Innanzitutto promuovere il più possibile il nostro demo, quindi suonare, suonare tanto, suonare molto. L’obiettivo è quello di farci conoscere il più possibile, cercare di diventare un nome noto all’interno del circuito musicale underground italiano, con l’intenzione di entrare in studio al più presto per poter registrare, questa volta, qualcosa di più di un demo di tre tracce.

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By martinadabbondanza in Interviste



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