Qui non è Hollywood #10

Quei cazzo di hobbit sono una palla da suicidio. Tutto il film a seguire una camminata! Tre film con questi stronzi che fanno trekking verso un cazzo di vulcano!

 

Sono le 11 di un mattino qualsiasi.
Il weekend è ancora troppo lontano, le mie sinapsi pervase da un’ improvviso sprazzo di vitalità completano un macchinoso calcolo matematico.
“Mancano 2160 minuti lavorativi al sabato…sono circa 129600 secondi, ed ogni attimo che passo ragionandoci su, sono secondi in meno…”. Per qualche attimo sono anche galvanizzato da questo count down, la libertà non sembra poi così lontana.
Ma il trascorrere del tempo è relativo, passi un’ora a vedere Breaking Bad e ti sembrano passati 5 minuti, passi 5 minuti a vedere giocare la Lazio di questa stagione e sembra esser passata una vita.
Mi rassegno ordunque all’ineluttabilità del tempo, e torno a lavorare, anche perchè di tempo per le riflessioni ce n’è ben poco.
Tra un cliente e l’altro che entrano incessanti come una costante di una formula matematica, l’unica variabile “x” è data dalla musica di sottofondo erogata dal computer di cassa che ci parla, in maniera sempre diversa. A volte decide di rivolgersi a tutti i presenti, altre volte sembra voler parlare esclusivamente con te, in maniera del tutto inaspettata: “Hey, lurido pirla, sei triste eh? beh beccati questa canzone che ti ricorda tempi migliori!” (in questo caso la voce fuori campo sarà rappresentata da Max Pezzali).

No. Non c’è tempo per i filmini mentali alla J.D. . Prepara la merce, completa la fattura, rispondi al telefono. Sono di nuovo nella costante.

- “Ciao, mi prepari 20 profili completi con cover e kit? E magari me li tagli al centimetro? E mi fai la fattura? E in fretta se possibile? Ah e non ti scordare della fetta di culo! preciso eh, che l’altra volta me ne hai fatto un etto e mezzo.”
- “Subito!”

E via di corsa giù nel magazzino, con il cervello piacevolmente atrofizzato, la costante in questo aiuta, rifletti sempre meno, non ci pensi.
Ma quando risali su, con la merce pronta, già pregustante una medaglia al merito delle Giovani Marmotte come automa del mese, ecco che ti ritrovi sul bancone quell’infame di Max Pezzali, mentre annuncia la prossima canzone che daranno in radio: -”Testina non puoi rimanere indifferente, beccati questa variabile x” – mentre accavalla le gambe come Sharon Stone.

- “1979″ – pronuncio lentamente.
- “Prego?”

Torno alla realtà.

- “Sono 190 euro…contante o carta?”

“Junebug skipping like a stone…with the headlights pointed at the dawn…we were sure we’d never see an end to it all….”  No. Col cazzo che ci torno alla realtà. La variabile impazzita ha vinto. Gli Smashing Pumpkins hanno vinto.
1979 non è solo la mia canzone preferita dell’epico album “Mellon Collie and the Infinite Sadness” della band che ha avuto i suoi Natali a Chicago. E’ anche la punta di diamante di una delle colonne sonore a cui sono più affezionato.
Sarà che al momento faccio parte anche io della categoria dei “Clerks”, e mi ritrovo molto in certe situazioni e pensieri. Gli stessi in cui si sono ritrovati i commessi creati dalla mente di Kevin Smith, protagonisti dei due film forse più bizzarri dell’atipico regista. Io ho deciso di parlarvi di quello (forse) meno memorabile.
Vi parlerò infatti del sequel di una delle pellicole indipendenti più divertenti e metaforiche di fine secolo. Perché partire dal sequel? inutile dire che la stanchezza psicofisica di questo periodo mi farebbe perdere al Trivial Pursuit anche con Derek Zoolander, la mia recensione andrebbe sicuramente a sminuire il primo capitolo della “saga”.
Parliamo allora di “Clerks 2“, quadro ironico e schietto della vita di due persone qualunque, ma che tanto somigliano a noi generazione di trentenni non ancora realizzati, costretti ad ingoiare rospi (tanti) ma che riescono anche a togliersi qualche soddisfazione (poche).
I protagonisti come vi avevo preannunciato sono gli stessi del primo film, Dante e Randall, lo scenario è diverso (un fast food gestito da Becky, alias Rosario Dawson) e la storia, lo ammettiamo, è un pò banalotta: Dante è in procinto di sposarsi con Emma, donna con manie di controllo che ha già pianificato tutto il resto della loro vita, compresa una nuova occupazione in Florida. Inizia così per lui quella che doveva essere l’ultima giornata di lavoro al Mooby’s, prima di cominciare con lei una nuova vita perfetta. O forse no?

Tra citazioni nerd, elaborati simposi di insulti e tagliente sarcasmo il film rispecchia una commedia molto leggera, con qualche nota malinconica, e una colonna sonora sorprendentemente variegata.

Sicuramente Clerks 2 è più “Blockbuster” rispetto al primo, che, per quanto geniale, trovava la sua identità in un susseguirsi di gag e metafore esistenziali più che in una trama vera e propria (e questo non è assolutamente un difetto). Dettaglio che emerge anche da molte scelte stilistiche, come il passaggio da una pellicola in bianco e nero ad una a colori, o dal cambio di location, prima piccolo minimarket indipendente, ora gigante delle multinazionali dei fast food.
Per quanto dello stesso genere, sono comunque due film che a mio parere non potrebbero mai battersi sullo stesso ring: Clerks è ironia, filosofia, senso della vita. Clerks 2 è divertimento, spensieratezza, musica.
Ed è proprio la musica a conferire una specie di X-Factor alla pellicola: dinamica, variopinta, eterogenea. Se la malinconia viene solleticata dalla già citata “1979” degli Smashing Pumpkins, arriva l’uragano di allegria di “ABC” dei Jackson 5 a spazzarla via. Se ci godiamo un momento di calma zen gentilmente concessoci da B.J. Thomas con la sua “Raindrops Keep Fallin’ On My Head“, arrivano Jay & Silent Bob con le loro esilaranti gag sulle note di “Goodbye Horses” di Q.Lazzarus a travolgerci. E quando crediamo di trovarci in un finale irrimediabilmente volto al grottesco, trascinati dalle note di “Naughty Girls” di Samantha Fox ecco che arriva Alanis Morissette con la sua “Everything” a sistemare le cose.
Insomma, come avrete capito, oltre che ad aver allietato il buon umore, anche le orecchie ringraziano.

- “Cartaaa!!! Ho detto cartaaa! Ma che te sei incantato? Me sembri Andreotti nel 2008 a Buona Domenica!”
- “Carta carta, mi scusi…”

Sono le 11.30 di un mattino qualsiasi…mancano 2130 minuti, 127800 secondi…

Everything – Alanis Morissette
Misery – Soul Asylum
Goodbye Horses – Q.Lazzarus
ABC – The Jackson 5
1979 – Smashing Pumpkins
(Nothing But) Flowers – Talking Heads
The Invisible Guests – King Diamond
Raindrops Keep Fallin’ On My Head – B.J.Thomas
Naughty Girls (Need Love Too) – Samantha Fox
Symphonie Fantastique – 5th Movement: Dream of a Witches Sabbath
Polly Wolly Doodle – Trevor Fehrman, Bruce Macintosh, and Gail Stanley

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By martinadabbondanza in Interviste