Qui non è Hollywood #15

“Io trovo strano che tante persone mi adorino per un gesto disprezzato dalla società ma questo dimostra che l’America ha un fascino perverso per ‘Bonny & Clide’ e storie così” 

 

Il film fa cacare!

Ecco, l’ho detto.

Volevo resistere qualche riga, ma è già tanto che non l’abbia scritto sul titolo. Di che film stiamo parlando? The Bling Ring.

La tediosità acustica di questa paronomasia doveva suggerirmi da subito di girare al largo da questa pellicola, ma no, io sono voluto andare fino in fondo, come un bifolco curioso di vedere se una mina dissotterrata è ancora funzionante. La trama? Uff, da dove cominciare….cinque adolescenti “Pariolini” (tra cui Emma Watson) ossessionati dalle star iniziano a saccheggiarne le abitazioni finchè, dopo aver accumulato una refurtiva pari a tre milioni di dollari, non vengono presi dagli investigatori che erano sulle loro tracce. Fine. Ah dimenticavo, la gang viene ribattezzata dai media “Bling Ring”. Da cui il titolo. Eh si.

E pensare che ci eravamo lasciati circa un mesetto fa esultando per le disavventure amorose di Daniel Redcliffe e ci ritroviamo a parlare di quelle adolescenziali di Emma Watson, che dire…Rupert Grint…se beccamo all’uscita…

L’attenuante per il regista (o meglio La regista) è che la storia è basata su fatti realmente accaduti. Si, perché ad immaginarsela una trama del genere vorrebbe dire che nella tua testa devono esser rimasti solo due neuroni che giocano a Pokèmon Go.

L’aggravante è che tu, regista, sei Sofia Coppola ed hai un cognome da difendere. Sappiamo tutti che non è facile e che il continuo confronto con papà Francis pesa come un macigno, ma non andare a complicarti la vita. Scegli, chessò, di girare una trilogia contemporanea intitolata “La Madrina”, dove una boss mafiosa rifiuta di svelare la ricetta delle sue lasagne all’amica invidiosa nel giorno della laurea del figlio, scatenando una guerra tra famiglie a suon di falsi pettegolezzi. Scherzi a parte, complimenti per il coraggio e per il tentativo di dare un senso alle insulse vicende di un gruppetto di viziati della California. Anche perché riesco a malapena ad immaginare lo sforzo sovrumano di Sofia nel non condannare i protagonisti, provando ad analizzare la vicenda con puro fine descrittivo. Probabilmente ad avere la meglio è stata la volontà della regista di palesare sotto gli occhi di tutti la sconfortante evoluzione della trasgressione: una volta sana e imprescindibile componente della fase adolescenziale, oggi portata agli eccessi e senza alcun controllo. Senza considerare la vittoria schiacciante del desiderio di “avere” su quello di “essere”. Buone intenzioni di Sofia, purtroppo a mio parere il film in ogni caso non funziona.

Ma un lato positivo c’è. E non è il test HIV della comparsa Paris Hilton. Il fastidio arrecatomi dai protagonisti mi ha permesso di concentrarmi completamente sulla colonna sonora, che vi dirò…non è affatto male!

Ok si, sto mentendo. Mi ha fatto schifo anche la colonna sonora. Cercavo solo un appiglio che non mi facesse rimpiangere di aver buttato 87 minuti della mia vita dietro a Bling Ring, quando potevo spenderli per un onestissimo porno.

Il mio disgusto però è dettato puramente da preferenze musicali di genere differente. Perché da un punto di vista oggettivo, se vogliamo entrare nel merito della scelta delle tracce e della qualità dei pezzi stessi nel loro genere siamo sicuramente di fronte ad una “soundtrack” completa e variegata. Il produttore esecutivo e supervisore della colonna sonora è Brian Reitzell, lo stesso di quella di “Marie Antoniette”, “Vero Come La Finzione” e “Lost In Translation”, quindi non proprio l’ultimo dei cani. Vi anticipo che tutte le tracce di The Bling Ring hanno un’impronta prevalentemente hip hop, rap, dance pop e techno pop, per capirci le classiche playlist che ripetono all’infinito nei negozi dei centri commerciali. Si inizia con “Crown On The Ground”, traccia noise pop della band Sleigh Bells, il cui pezzo è reso sicuramente interessante dalle sonorità contrastanti in cui classici ritmi pop si contrappongono a marcati riff di chitarra e a voci quasi angeliche. Da qui entriamo in un girone Dantesco di rap e hip hop dove i nostri Dante e Virgilio sono Kanye West e Chris Brown, e dal quale non usciremo mai “a riveder le stelle”, se non quelle di Hollywood, vittime dei furti della gang protagonista. I due rapper più quotati del momento vi (e lo sottolineo) delizieranno con tracce dall’anima puramente elettro (“All Of The Lights”) ed alternative rap (“Power”), senza trascurare il contemporary R&B (“Drop It Low”). Curiosità su All Of The Lights: il video musicale è preceduto da un avvertimento sul rischio di attacchi epilettici dovuti ai colori estremamente accesi che si susseguono come flash in alcune parti del filmato. Poi dici uno non sopporta il rap…

Ma il nostro viaggio nelle mille sfumature del genere che tanto amò il primo Lorenzo Cherubini non è ancora finito. E’ il turno di M.I.A. con la sua “Sunshine”, che unisce il ritmo tipico della breakbeat a quello dell’hip hop, formando un nuovo genere a me sconosciuto, denominato “grime“. Per quanto sia un mio limite riconoscerne le qualità, devo ammettere che quest’artista possiede sicuramente del talento, non a caso annovera collaborazioni con giganti come Madonna e Christina Aguilera e ha ricevuto anche diversi premi e riconoscimenti nella sua carriera.

Una luce in fondo al tunnel comunque c’è. “Entertainment” dei Phoenix. Finalmente un po’ di alternative rock! Un’intro orientaleggiante ci conquista fin da subito, il resto viene da se. Alla fine della fiera anche io ho avuto il mio zuccherino.

Cosa ci ha lasciato in conclusione The Bling Ring? Una visione del vuoto esistenziale di una fetta della generazione selfie/hashtag/twitter? Un’analisi dell’assenza delle figure genitoriali come causa/effetto? Magari si, anche se a mio parere “la fabbrica del male” è un qualcosa di più grande, e le colpe andrebbero ricercate nello stesso sistema che ne è sia causa che cura, con l’unico scopo di trarre profitto da entrambe le situazioni.

Per tutto il resto c’è il grandissimo artista Joan Cornellà, la cui opera esprime più di mille parole. Genio!

 

“Crown On The Ground” – Sleigh Bells 
“9 Piece” – Rick Ross ft. Lil Wayne 
“Sunshine” – Rye Rye ft. M.I.A. 
“212″ – Azealia Banks
“Ouroboros” – Onehotrix Point Never 
“Money Machine” – 2 Chainz 
“Bad Girls” – M.I.A. 
“All Of The Lights” – Kanye West 
“Drop It Low” – Ester Dean ft. Chris Brown 
“Gucci Bag” – Reema Major 
“Halleluwah” – Can 
“Power” – Kanye West 
“Freeze” – Klaus Schultze 
“FML” – deadmau5 
“Enterteinment” – Phoenix 
“Super Rich Kids” – Frank Ocean ft. Earl Sweatshirt

 

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By martinadabbondanza in Interviste