Orbita – L’Esordio di Silvia Caracristi

Mi ricordo di alcuni gesti legati alla musica, o di contatti fisici dovuti a qualcosa di connesso alle sette note che mi son rimasti addosso e che ricordo sempre con un gran sorriso, tipo quella volta che mi chiudevo nello stanzino della batteria a casa di Francesco, dove tutto il mio essere scoordinato e la mia passione per quello strumento uscivano fuori. O quella volta in cui mi son ritrovato Manuel Agnelli nella cucina dell’Angelo Mai a mangiare la frittata, piatto messo da parte per me povero celiaco, e subito dopo a scusarsi mille volte per averlo fatto giurando che non lo sapeva. Cucciolo.

Quello più fresco, e che allo stesso tempo porterò più a lungo con me, è quello di Silvia Caracristi che mi regala il suo primo cd da solista. L’esordio, il debutto.
Per chi segue Le Cool, il nome di Silvia è da sempre legato a quello di Gabriele e quindi delle miniature, di cui potete trovare lunghi elogi ed eventi sparsi nel passato, partire dagli inizi della rivista. E sempre chi ci segue sa che quando ne parliamo, ma soprattutto quando ne scrivo io, non possono che uscire belle parole.

Questa volta però non è una semplice serata, qui si tratta di parlare di un disco pensato, molto, e per questo altrettanto intimo e personale. Quando ho saputo il nome che volevano dargli, Orbita, ci ho visto immediatamente Silvia e tutto il suo mondo, anzi proprio il suo universo, ed il cerchio che si chiude nello stesso punto in cui si era aperto. Sono anni di scrittura e cancellazione, di leggere modifiche e lunghe pause. Ma per chi segue le miniature alcune tracce saranno familiari, perché Silvia le interpreta spesso e nel corso del tempo si sono sentite i cambiamenti, i diversi arrangiamenti.
Tutto per arrivare ad un gioiello di disco, con la voce di Silvia che come lei non sta mai ferma, spesso leggera ma che sale veloce, forte, per poi di nuovo prenderti per mano ed accompagnarti per qualche passo insieme, prima di staccarsi e volare di nuovo.
Si sente il tocco di Gabriele ed il suono targato miniature, con le eccezioni della batteria in qualche traccia ed un suono da studio, anche se le radici sono strumenti giocattolo ed il tetto di casa propria sulla testa.
I testi non sono mai banali, e dopo ogni ascolto si capisce sempre qualcosa di più, di nuovo. Si sentono le convinzioni franare, i fallimenti che forgiano il carattere, l’eterno ed a tutti comune sentirsi insoddisfatti di se stessi per poi riuscire a vedere anche il bello, magari con l’aiuto di qualcuno accanto.

In questi casi si dicono i pezzi più belli per chi scrive, ed io vorrei dire tutti ma se proprio mi puntate un Super Liquidator alla tempia vi dico Disordinata, Medaglia D’Oro, Pezzi Di Cielo, Ulisse, Riderai e Candida, con menzione speciale per L’Amore Brucia L’Amore, per una gran bella sezione ritmica. E per Pagine Vuote. E per..

Quindi vi dico, cercate in giro Orbita ché il cd fisico è sempre bello e questo in particolare ha una grafica davvero ben fatta (e la foto all’interno è dell’altra metà del cielo di Le Cool, cioè Stefano Delìa). Se poi proprio siete oltre e viaggiate solo in digitale, tenete d’occhio i link sparsi nell’articolo per essere aggiornati sulle uscite nei vari store, oltre che per le date del tour di Silvia.

Si comincerà il 16 Ottobre al Blackmarket a Monti.
Ma ne parliamo meglio fra qualche giorno, magari proprio con Silvia.

foto di Stefano Delìa

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By martinadabbondanza in Interviste



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