“Roma Città Morta” – Intervista a Marengo e Bevilacqua

Ciao Luca e Giacomo, come state? Che ci raccontate? Davvero continuiamo ad iniziare le interviste così?
GIACOMO: Ma soprattutto…”continuiamo ad iniziare”.
LUCA: Ma che vuoi da me, parlane con il direttore editoriale di Le Cool.

Luca, Giacomo. Ho trovato queste vostre dichiarazioni in giro per la rete:
Luca 17:3-4
Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai.

Giacomo 5:16
Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza.
Mi chiedo: che avete fatto di così terribile, che parlate solo di peccati?
G: Per quanto mi riguarda va avanti così da quando ho scoperto che non posso mangiare più la Nutella e un sacco di biscotti, perché so pieni di olio di palma.

L: Ah, si, mi ricordo quell’intervista…

A parte gli scherzi, siamo qui per parlare di “Roma Città Morta”, diario scritto e disegnato a quattro mani (e ad un cervello in due, conoscendovi). Non l’ho ancora letto, perché sono povero e quindi mi aspetto una copia omaggio, visto che siamo a Maggio. Se me la date tra un mese, me l’aspetto ogiugno.Vi siete divertiti a scriverla?
G: sì, è stata una cosa nuova, diversa, e molto divertente. Mi sono divertito di meno a rapire i famigliari di Luca ogni volta che non scriveva e minacciarlo di fare loro dei tagli se non avesse scritto almeno un tot pagine.
L: molto. Soprattutto le volte in cui Giacomo mi diceva che dovevamo vederci a tutti i costi per revisionare i rispettivi capitoli, e poi passavamo ore a giocare a mini basket dentro casa. È per quello che ci abbiamo messo molto, non dare retta a chi dice che sono lento.

Di zombie ormai si parla, scrive e gira tantissimo da anni: tra “The Walking Dead”, Cranberries e gli elettori di Salvini, l’invasione sembra già iniziata. Qual è la differenza di “RCM”, rispetto a quello che possiamo aver già visto in giro?
G: Beh, intanto è il fatto che l’ambientazione è tutta italiana. Roma e gli zombie sono solo un pretesto per raccontare una realtà e un tipo di problemi che esistono e sono sempre esistiti. Diciamo che quello che abbiamo fatto è stato far maturare delle tematiche e degli argomenti che tutti avrebbero potuto cogliere perché si trovano su un terreno familiare.

L: è una storia dai temi universali, raccontata in modo più personale, più intimo. C’è lo sfondo di un’Italia stravolta rispetto a quella che conosciamo, eppure così incredibilmente simile. E non ci siamo mai posti alcun problema nel rispettare o meno gli stereotipi del genere, o a valicarne i limiti, se sentivamo di dover raccontare qualcosa oltre agli zombie.

Io personalmente ho l’impressione che non serva morire e tornare “in vita”, per essere definito zombie. Tra gente piegata sui telefonini, maleducazione imperante, i risvoltini ai pantaloni ecco, secondo me siamo già circondati.
È solo una mia impressione?
G: no, infatti io esco di casa molto raramente. Vivo come se fuori ci fosse l’apocalisse zombie. Ovviamente escluso l’arco, altrimenti ti starei scrivendo da Regina Coeli.
L: infatti non è stato poi così difficile, immaginarsi una Roma invasa dai morti viventi… E poi sei mai passato allo studio di Le Cool il lunedì mattina?

Tra poco inizierà uno spin off di “The Walking Dead”. Pare sarà ambientato in un mondo in cui Fedez è Presidente del Consiglio e le scarpe vanno nel frigo per legge. Per quanto riguarda “RCM”, avete in mente un seguito, o qualcosa di legato alla storia principale?
G: Ancora non abbiamo in mente nulla, cioè, sicuro Luca sì, io no perché sono dovuto tornare a bomba su altri mille progetti. Per quanto riguarda le scarpe nel frigo, ora che arriva l’estate è una grande idea la tua. Mi fa rivalutare Fedez.

L: Avoja… Un sacco di idee. Il problema è che quello di Roma Città Morta è un universo molto vasto, del quale i due protagonisti hanno osservato solo una piccola parte. Era quasi impossibile per me descrivere una situazione, o raccontare la storia di un personaggio, senza pensare alle mille implicazioni narrative connesse. Come ad esempio lo spin off “Roma Città Morta: la lunga notte delle scarpe di Fedez”. Si scrive praticamente da solo.

Ma se davvero domani dovessimo svegliarci invasi dai morti viventi, come vi comportereste?
Ché io mi immagino come il codardo di TWD che vi dice che a Velletri c’è un centro di salvezza e cura mentre in realtà c’è solo una fabbrica di Romanella.
G: Io non cambierei molto le mie abitudini. E sicuro ci farei un fumetto sopra e poi lo confronterei con Roma Città Morta.

L: Domani? Il rilascio del virus non doveva essere oggi?

Secondo voi è possibile fare sesso con una zombie?
A me è capitato anni fa: cioè, era viva, ma il suo grado di partecipazione era pari ad una morta.
G: Secondo me ci sono troppe variabili che ancora gravitano attorno alle modalità di trasmissione della malattia che tramuta in zombie, alcuni dicono che basta un morso, alcuni che basta il sangue infetto, ecc. Ci sono troppe variabili, quindi mi limiterò a dire che per ora l’unica cosa certa è che te sei malato di capoccia.

L: Spero per te che sia possibile, perché non credo ti siano rimaste molte altre opzioni.

Ma se i morti viventi vanno a ballare giusto per passare un po’ di tempo, fanno a fare quattro zombie?
G: Sto per chiamare la polizia.
L: è una domanda stupida. È ovvio che vanno a fare quattro zombie.

Non so come chiudere, se non ammettendo che mi sento in colpa per avervi fatto conoscere, proponendo all’epoca Giacomo come copertinista. Lui prima non beveva ed ora alle serate Le Cool viene col trasportino ghiacciato con dentro un fegato nuovo. Luca invece viene col vino bianco per abbinarlo al fegato di Giacomo. Ma soprattutto perché vorrei tanto collaborare con Giacomo per un fumetto sui risvoltini ma non so come dirglielo.
G: Di certo questo NON è il modo giusto, ma se ci dovesse essere un risvoltino sull’argomento, te lo farò sapere, e per la cronaca col fegato ci va il rosso.

L: Coinvolgetemi nel progetto, perché potrebbe avere dei risvolti interessanti… Perché non ridete? Non l’avete capita? Ve la ripeto?
Comunque Jacopo, volevo ringraziarti per aver rispettato la tradizione delle interviste impegnate di Le Cool. Sei uno dei nostri membri più preziosi.

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By martinadabbondanza in Interviste



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