Shy

Ciao Michela, come stai? Che ci racconti?
Ciao, va tutto abbastanza bene. Lavoro e disegno. Lavoro e disegno.

Cosa ci hai disegnato in copertina di questo numero?
Una ragazza rilassata tra tutte le sue cose, esperienze e vizi che appartengono alla vita un po’ di tutti, come i viaggi, l’alcool, la musica e il cibo fast food.

“Shy”. Un nome d’arte che è una dichiarazione a chi non ti conosce o cosa? Come è nata la scelta di farti conoscere così?
“Shy” è la parola che ho scritto nel mio primo disegno con un senso, un concetto. Quello che cerco di esprimere in ogni mio lavoro è un’idea, un’opinione su un determinato argomento e l’ho fatto per la prima volta nel disegno in cui ho scritto “Shy”. Ovviamente va detto che il concetto di Shy (timido, riservato) mi appartiene particolarmente ed è proprio per questo rapporto intrinsecamente conflittuale che ho deciso di usarlo come nome d’arte.



Il tuo stile più distintivo è quello dello schizzo. I tuoi disegni ricordano quelle cose che la gente dipinge di getto sui muri, o su un foglio quando una volta si parlava ore ai telefoni fissi. Come è cresciuto dentro di te? Qual è stato il tuo percorso? Come evolve?
Non sono una persona particolarmente dotata di pazienza quindi non mi sentirei libera di esprimermi al 100% in una forma d’arte legata ad una estetica troppo accademica. In questo periodo sto sperimentando varie tecniche, tra cui appunto anche quella dello schizzo che mi permette di comunicare e trasmettere l’istintività, che è propria non solo della forma di espressione ma anche dell’idea che voglio esprimere.

C’è qualcosa che ti piace disegnare di più? Un soggetto o un tema in particolare?
Le persone, i loro visi. Ciò che mi affascina di più sono le esperienze e le storie che la gente può raccontarti, per questo tendo spesso ad accostare alle mie illustrazioni dei brevi testi.

 Colore preferito che non puoi non utilizzare…
Tempo fa disegnavo solo il nero e il rosso, addirittura utilizzando uno specifico tipo di china. Ora sto cercando di sperimentare sia con le tecniche che con i colori.

Che rapporto hai con Roma? Se potessi parlarle faccia a faccia, cosa le diresti?
Che è un bambino intelligente ma non si impegna.
Roma è dove sono nata, è la mia casa, è la città in cui sono cresciuta e per questo la amo ma ci sarebbero davvero tante cose da dire su Roma. Di base credo che abbia dei forti lati positivi ma che altrettanto forti siano quelli negativi.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?
Ho una pagina su Facebook https://www.facebook.com/shyshyshyshyshyshyshyshy
ma anche un account su instagram (shy) e twitter (shy)


Progetti futuri e sogni nel cassetto
Sicuramente parteciperò a qualche evento e se tutto va bene anche qualche collaborazione. Per ora i miei disegni sono esposti al Klamm, un locale di Roma nel quartiere del Pigneto e al Centro de Arte Mutuo, un galleria di Barcellona.
Ciò che vorrei fare è continuare ad esporre ma di sogni nel cassetto veri e propri ne ho parecchi, uno di questi sarebbe la possibilità di pubblicare periodicamente i miei lavori per una rivista.

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