Silvia Califano

Ciao Silvia, come stai? Che ci racconti?
Tutto bene qui, nel cuore della notte in quel della Garbatella. Come sempre lavoro fino a tardi ascoltando vecchi film dell’orrore e disegnando succhiasangue molto innervositi.

Che ci hai disegnato nella cover di questa settimana?
Per fare una piccola pausa tra un mostro e l’altro, ho lavorato a un omaggio più leggero per Le Cool. Un volo di coppia fuori dal chiacchiericcio verso qualcosa di più vivace e colorato. Mh. Ora che ci ripenso ci sono anche qui delle teste mozzate a metà… però sorridono, via!

Dal 2012 lavori per la Bonelli disegnando le tavole di Dampyr. Come sei arrivata fino a lì? Qual è stato il tuo percorso?
È una storia lunga, irta di perigli e di ardue prove! No, in realtà ho fatto un percorso piuttosto comune, frequentando la Scuola Internazionale di Comics, dove mi sono diplomata nel 2006. Da lì ho continuato lavorando soprattutto per agenzie pubblicitarie e sciogliendo la mano con lavori per l’infanzia, illustrazioni, storyboard, alcuni spot animati per Rai… un po’ di tutto fino al 2009. Una volta laureata in Letteratura, Musica e Spettacolo e accantonati i vocabolari di Greco e Latino mi sono rimboccata le maniche e ho fatto qualche prova per il mercato americano, in un primo momento. Poi, sempre lavorando ad alcuni progetti di illustrazioni per riviste e progetti legati all’infanzia sono entrata in contatto con l’allora S.O.S Studio, di Bevilacqua, Dell’Otto e Lorenzo Bartoli. Fu proprio Lorenzo a propormi di fare qualche tavola di prova per le storie brevi pubblicate dall’Aurea Editoriale. E così in realtà è cominciato tutto. A Marzo del 2010 ho consegnato la mia prima tavola a fumetti destinata all’edicola e dopo due mesi entravo a far parte della schiera dei disegnatori di“John Doe”, forse la mia vera e propria scuola. Da lì il passaggio alla Bonelli, come è successo per quasi tutte gli altri colleghi che lavorarono sulla testata, tranne alcuni che hanno trovato il successo in America. Si può dire che io abbia fatto parte di una vera e propria “generazione” di fumettisti, nata sulle pagine di John Doe. Ed è sempre un bellissimo pensiero.
Quanto all’ingresso in Bonelli, ho fatto richiesta delle prove ufficiali e ho ricevuto un “pacchetto” con quattro tavole di sceneggiatura, alcune specifiche richieste per gli studi dei personaggi e un mese di tempo per la riconsegna del materiale. Io mandai il tutto accompagnato da una mail, dove ringraziavo dell’attenzione, da vecchia lettrice di Dampyr… e salutavo cordialmente tutti rimandando a futuri tentativi, sicurissima di aver fatto un buco nell’acqua clamoroso. Quattro giorni dopo mi è arrivata la sceneggiatura de “il soffio caldo dell’Harmattan”. Da lì è stato panico, vampiri e tante cose da imparare.
Non paga, mi sono procurata qualche mostro extra in America, collaborando con (e grazie alla fiducia di) Elena Casagrande per la realizzazione di due albi di X-Files per la IDW. Altra cosa di cui sono molto fiera, perchè mettere le mani su un uomo-sanguisuga è uno di quei racconti allegri che si cerca sempre di conservare per i nipotini.

Cosa hai pensato quando hai capito per la prima volta che avresti potuto vivere disegnando fumetti?
“…wow…”

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare il tuo stesso mestiere?
Non mi sento ancora tanto saggia da elargire troppi consigli, quindi mi tengo sulle basi: considerate le scuole solo un menù, molto lo scoprirete e capirete lavorando, per questo strizzate l’esperienza degli insegnanti fino all’ultima goccia e cercate di carpire tutto il possibile. La scuola vera inizia mostrando le prime tavole agli editori. L’importante credo, è trovare un equilibrio tra la sensazione di non potercela fare (vuol dire solo che c’è da migliorare) e i momenti di superpotenza dopo i primi successi (vuol dire che siete sulla buona strada, non che siete arrivati). Questo mestiere è un universo immenso da esplorare, ma l’inizio del percorso può essere veramente faticosissimo.
Ma tranquilli, dopo peggiora! (Hihihih…)

Cosa pensi di Roma? Cosa le diresti se fosse una persona vera?
A me sotto sotto vai bene come sei… Però ogni tanto metti un po’ a posto! E che disordine! Levate ‘ste ciavatte da nonna e datte da fà!

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Online e offline, a parte su Dampyr ovviamente…
La gran parte del mio lavoro, fino agli esordi è sul mio blog: http://silviacalifano.blogspot.it/
Da poco sto cominciando a postare anche vari schizzi e lavoretti più estemporanei anche su Tumblr: http://silviacalifano.tumblr.com/
Mentre mi si può seguire anche su facebook https://www.facebook.com/jaqueline.sparrow.9
e Twitter: https://twitter.com/CaliSilvia

Progetti futuri e sogni nel cassetto
Progetto futuro è la chiusura di “Tiao-Min”, il secondo volume per Dampyr, mentre di sogni nel cassetto ne ho talmente tanti che sono schedati e conservati nell’Area 51. Uno, realizzato in parte con questa cover, è trovare più spazio per lavori su cui sperimentare stili di disegno diversi, tornando alle illustrazioni o magari buttandosi in qualche cosa di completamente nuovo!

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