Sara Stefanini

Ciao Sara! Come stai? Come è andata l’estate?
Ciao a tutti! Sto benissimo e l’estate è stata piena di cose belle.

Che ci hai disegnato sulla cover di questo primo numero settembrino?
La mia voglia di giocare, che questa volta si è trasformata in una supereroina bislacca.

Qual è il tuo processo creativo? Ti arriva un flash di colpo, o è una costruzione progressiva?
Una cosa non esclude l’altra. Mi piace molto progettare, adoro fare ricerche e trovare soluzioni. L’idea per me è la cosa più importante. A volte arriva subito mentre altre penso molto per trovarla, anche per giorni se è necessario. Un retro pensiero che viaggia su frequenze diverse mentre cammino, lavoro, leggo… vivo. Quel pensiero è un seme, si intrufola nei discorsi, spinge le radici in quello che vedo, butta le gemme in quello sento. Poi cerco immagini che possano darmi sensazioni simili a quelle che ho elaborato, e quando l’idea è nitida inizio a metterla su carta. Questa è la parte più affascinante perché l’idea muta, si colora, si incontra con la tecnica e la stravolge o viceversa si lascia stravolgere.

A chi ti ispiri? Facci qualche nome di qualcuno che ammiri.
La lista potrebbe essere lunghissima, e più che ammirazione la definirei attrazione. Ci sono immagini, opere o suoni, che mi attraggono fortissimo e, a seconda di cosa ho bisogno in quel momento, subisco più o meno il loro fascino. Adesso: la sinuosità dei corpi di legno di Bruno Walpoth, il dinamismo e la sintesi di William Kentridge e il sole che c’è nel suono della chitarra Adriano Viterbini.

C’è un colore con cui ti piace disegnare di più? C’è un motivo?
Ultimamente uso contrasti forti e una palette ridottissima che spesso e volentieri si riduce ai toni del magenta e del blu. Non so spiegarne il motivo.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori? Online e offline…
On-line nel mio nuovo sito (sarastefanini.com) allestito da poco, off-line in libreria.

Progetti futuri? Qualche sogno nel cassetto che può essere svelato?
Un progetto bellissimo creato insieme ad una carissima amica e collega Daniela Tieni. Un progetto ambizioso che raggruppa 26 illustratori da tutto il mondo e uno scrittore per narrare il mito di Atlantide. “Atlantis” un Art book che vedrà la luce attraverso una campagna di crowdfunding su ulele a partire dal 15 di settembre. Il totale ricavato delle vendite del libro servirà a creare un fondo a sostegno di MOAS, Migrant Offshore Aid Station, prima ONG specializzata nella ricerca e soccorso in mare e impegnata a garantire il salvataggio di chi tenta di attraversare il mare in condizioni disperate. Se vi interessa il progetto potete seguirlo sulla nostra pagina Facebook: facebook.com/Atlantis-project.

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