A tu per tu con il “Muro del Canto”

I ragazzi del Muro del Canto hanno fatto una scommessa piuttosto estrema e la stanno vincendo alla grande: hanno deciso di puntare sulla tradizione e di reinventare la storia musicale romana con nuovi brani originali; di provare a superare i “limiti” del concerto per allestire un vero e proprio spettacolo fatto di note, ma anche di testi e di atmosfera, per provare a coinvolgere il pubblico con qualcosa di totalmente noto e allo stesso tempo totalmente nuovo.

Mi sembra inutile sbrodolarmi in giudizi entusiastici sull’idea e la sua realizzazione, anche perché i risultati ottenuti da questo “complesso di musica popolare” sono sotto gli occhi di tutti. Piuttosto ho pensato di fare quattro chiacchiere col Muro del Canto, che il prossimo 7 giugno si esibirà alle Terme di Caracalla (senza ombra di dubbio una delle location più suggestive della capitale) per la manifestazione SAV – Sport Against Violence:

Il Muro del Canto incontra “SPORT AGAINST VIOLENCE”, una manifestazione sportiva e musicale in cui parteciperanno attivamente le comunità straniere presenti in Italia. Voi, come band, sin dall’inizio vi siete mostrati molto impegnati sul sociale. Cosa ne pensate di questa iniziativa?
Lo sport e la musica svolgono un ruolo importantissimo nella formazione della cultura e dell’inserimento sociale dei giovani. Proprio per questo siamo molto contenti di partecipare a “Sport Against Violence”, iniziativa che unisce le due cose concentrandosi nel contrastare la violenza.

Il vostro ultimo album “Ancora ridi” è uscito ormai da qualche mese. Come stanno andando le date del tour? Come viene accolta la vostra “Nuova musica popolare romana” fuori dalla capitale?
L’Italia ha meno barriere interne di quello che si pensa, siamo sempre stati accolti benissimo e dopo le prime note ci siamo sempre scordati di non essere a Roma. La musica e le parole uniscono e noi continueremo a portare il nostro lavoro sempre più lontano da casa.

Nei vostri testi c’è sempre un richiamo alla tradizione popolare, ma allo stesso tempo risultano molto attuali. Quali sono gli elementi di maggiore continuità tra la Roma di ieri e di oggi, a vostro avviso?
L’elemento di continuità è le eredita storica, morale, e culturale che si tramanda di padre in figlio. Lo sguardo sul mondo, lo spirito, tutto ciò che rende credibile un racconto che potrebbe essere ambientato oggi come 100 anni fa, a Roma come in Sicilia.

Quali sono i progetti futuri? Dopo il tour estivo cosa vi aspetta?
Stiamo lavorando al terzo disco, abbiamo già parecchio materiale e sicuramente l’autunno ci vedrà impegnati ad ultimarne la scrittura. Questo però non ci terrà lontani dai palchi.

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By martinadabbondanza in Interviste



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