Cinzia Leone

L’idea di questa intervista nasce perché non ho visto l’ultimo spettacolo di Cinzia Leone. L’ho chiamata per chiedere quando lo avrebbe rifatto e poiché è una persona molto gentile, nonostante neanche ci conoscessimo, ha detto che intanto poteva spiegarmelo.

Quando riparte Disorient Express?
Penso prestissimo ma non so quando di preciso.

Per carità io a un tuo spettacolo ci vengo a scatola chiusa ma mi chiedevo…di che parla Disorient Express?
Di quanto siamo aggiornati grazie all’esplosione democratica della rete grazie alla quale siamo talmente in tanti a parlare, che se uno dice una cosa da una parte, un altro la nega dall’altra. Diciamo che la rete è un work in progress per imparare a vivere in una società democratica, in cui non tutti la pensano allo stesso modo, ma hanno tutti diritto di vivere ugualmente. La rete ha reso evidenti i pensieri di tutti quelli che ci cadono, me compresa, che ormai sono completamente catturata, ma mi sta insegnando talmente tante cose che per la prima volta sono felice di essere prigioniera.

Ma Disorient express parla solo di questo?
Diciamo che questo è il contesto ma è un contesto che ci fa capire quanto sia necessario essere all’altezza della democrazia, perché la democrazia, proprio per la sua struttura corale, rende la realtà meno visibile. Disorient Express è uno spettacolo costantemente connesso con la rete a livello drammaturgico, quindi mano a mano che affronto degli argomenti, l’autore connesso entra in scena per dirmi che hanno smentito quello che ho detto e devo ricominciare lo spettacolo.
è una rincorsa della realtà. Questo la renderà sicuramente meno visibile, ma molto più comprensibile perché ci racconta quanto la realtà sia complessa.

Facci un esempio
per esempio io inizio affrontando la crisi ma poco dopo l’autore irrompe in palcoscenico per dirmi che la crisi è finita
“e chi l’ha detto?” Domando io
“un ragazzino di 11 anni che è stato bocciato e per reazione ha aperto un blog di economia”
“ah e come si chiama il blog?
“bocciatevestocazzo.com”

Faccene un altro
Le sharing car, le macchine in condivisione, dove mi pare che l’unica cosa che possiamo condividere è il fatto che non c’abbiamo la macchina. Io per esempio su facebook c’ho condiviso il mutuo…ma la rata me la so’ pagata io.

Dove ti troviamo sul web? Siti, pagine? Come ti destreggi nei social?
Due profili e una fan page. Sono rintracciabilissima. Trovo Facebook un bel luogo di confronto con le persone. Quello che ho capito da quando frequento i social, è che molto più interessante trovare punti in comune con gli altri, più che contrapposizioni. Trovare i punti in comune è costruttivo. Prepara bene il futuro. Le contrapposizioni bisogna imparare a smussarle, fanno parte della realtà.
Arrotondarle è la sfida quotidiana.

Comments

Altri contenuti

Interessanti

Intervista

Inspire,Connect,Build

By martinadabbondanza in Interviste



Storia

I’ll drink responsibly when they will make a brand of whiskey named Responsibly