Emiliano Parini – GET

Ciao Emiliano, come stai? Che ci racconti?
Ciao a te! Beh questo rientro dalle chiamiamole “ferie” è una meraviglia e ci siamo ricaricati a dovere. È iniziato nel migliore dei modi e speriamo continui così, le belle novità non mancano.

Iniziamo dalle basi: raccontaci un po’ di te, del tuo percorso, cosa hai fatto, dove sei stato, cosa ti piace, e via dicendo!
Da Sapientino ne ho viste di ogni, neanche la Sapienza infatti ti prepara a tutta la “fuffa” che ci sta in giro. Dopo aver fatto esperienza in agenzie di comunicazione e aver lavorato da freelance, mi sono approcciato al mondo dell’editoria web, gettandomi nel panorama innovativo delle startup, facendo corsi ad hoc, studiando molto il settore e lavorando a stretto contatto con alcune di queste realtà. Ho conosciuto molti dei così detti “attori” che compongono questo panorama e ne rimasi davvero affascinato, nonché attratto.

GET: quando alcuni amici me ne hanno parlato, ho pensato si trattasse di un prodotto abbastanza fantascientifico… Ci puoi spiegare cos’è e come funziona?
Assieme al mio gemello Edoardo Parini, abbiamo ragionato molto e speso altrettanto tempo per arrivare alla conclusione di dedicarci al suo progetto di laurea, ovvero Get. Dopo il successo di una campagna di crowdfunding che ci ha dato le basi per partire, abbiamo dato vita alla nostra società: la Deed S.r.l. Con la quale stiamo appunto creando Get, un bracciale wearable senza precedenti. Abbiamo unito le nostre competenze per realizzare il sogno di lavorare assieme, per un progetto così innovativo. Così è attualmente.

Get è un bracciale wearable che permette di controllare i devices tramite un’interfaccia invisibile ed intuitiva. Rappresenta un perfetto bridge di funzionalità, tra smartphone e bracciali tracker. In grado di captare i gesti dell’utente per interpretarne la volontà. Grazie alla sua tecnologia, che sfrutta la conduzione ossea, basta avvicinare il proprio dito all’orecchio per ascoltare i contenuti e rispondere a messaggi, chiamate o dettare istruzioni a Siri.

Quindi è vero che si può portare avanti un progetto del genere senza per forza trasferirsi a San Francisco…
Ehi ehi piano con queste affermazioni, diciamo solo che lì probabilmente avremmo già avuto un finanziamento come si deve e che quando parlo con la gente e dico, “startup”, “wearable”, “time to market” la gente sa di cosa sto parlando. L’obbiettivo della startup è quello di realizzare un prodotto 100% Made in Italy, dal design, al software fino ovviamente all’harware, e stiamo facendo in modo che ciò accada. Ma sarò sincero, abbiamo messo il naso fuori dall’Europa. Torniamo con i piedi per terra. Ormai sono circondato da persone che si stanno facendo da se, che si stanno creando un futuro, ed è davvero stimolante crescere con loro e confrontarsi con loro. Di fatti sono molte le iniziative, i premi, i corsi e i concorsi che ti aiutano ad andare avanti e per spingerti sempre oltre Bisogna trovare l’ambiente, la città giusta per il proprio progetto. Noi pur essendo romani e avendo Roma nel cuore, ci siamo trasferiti a Torino per portare avanti la nostra azienda.

Com’è il panorama delle Startup in Italia al momento? Mi è parso di capire che molti stanno investendo in progetti legati al food, è vero?
Food o non food non è questo il problema. Il problema è che ad oggi molte, startup, ovvero neo aziende, sono tali solo su carta e non per davvero. Infatti un’azienda per entrare nella categoria “startup innovativa” deve soddisfare determinati requisiti, come:

1) possedere un team con un alto livello d’istruzione
2) possedere il titolo di depositario o licenziatario della suddetta invenzione o tecnologia utilizzata
3) una buona dose di investimenti in ricerca e sviluppo (la nota clausola di R&D)

Noi da startup hardware, quindi che opera nel settore dell’elettronica di consumo, abbiamo per natura bisogni differenti rispetto alle molte realtà digitali che conosco e con cui condivido la scrivania ogni giorno. Infatti le nostre esigenze non sono facilmente recepibili nemmeno dai grandi acceleratori italiani, che millantano di mettere sugli scaffali in tempi record il nostro prodotto, tramite il loro immenso “network”.

E per rispondere alla tua domanda sul food, beh non c’è da stupirsi che in italia il food spinga tanto, ricordiamoci che stiamo vivendo l’effetto del dopo Expo, quindi un gran numero di startup sono nate da quel preciso fermento, sfruttando l’ondata internazionale che Milano ed il food italiano ha vissuto.

Che consiglio daresti a chi, come te, ha un progetto, un sogno, e sta facendo di tutto per realizzarlo?
Non venderti al miglior offererente. Ho ricevuto molti NO, ma ne ho detti più io. Attento ad acceleratori o incubatori che ti promettono mari e monti. Una espressione che definisce bene questo momento in Italia sulle startup la rubo ad un amico/collega che ha detto: “chi fa soldi, non sono i cacciatori di oro, ovvero i sognatori! Ma sono i venditori di pale”. Fate leggere i contratti da chi ne capisca qualcosa, dalla “cap table” alle “stock options”, perché nelle mille clausole che vi mettono ci sono dei paracaduti che a qualcuno salva la vita, mentre a te ti paralizza.

E a proposito di sogni, qual è quello che tieni nel cassetto?
Bella domanda amico mio. Dopo un paio di birrette sarei sincero, ma ora faccio solo quello serio che ti dice:
- dirigere una redazione, ma in età più adulta potendoci realmente investire sopra
- vivere almeno un anno in Cina, dopo esserci stato per lavoro ho nostalgia di molte loro cose

Per la nostra startup il sogno nel cassetto sarebbe quella di diventare un” Hub creativo” dal quale far uscire prodotti davvero innovativi e che stupiscano le persone nel momento in cui lo provi.

di chiudere nel 2017 una campagna crowdfunding

Dacci qualche coordinata web su GET.

Contatti:

- http://www.getwearable.net/ (sito che invitiamo a iscriversi alle newsletter per essere aggiornati)
- https://www.facebook.com/get.wearable/
- https://twitter.com/GETwearable
- https://www.linkedin.com/company/get-wearable

Eventi e partecipazioni in programma:

- MTV Digital Days (9/10 settembre a Torino, in Villa Venaria)
- Rai2, in Diretta TV, (programma “I fatti vostri”, 13 settembre, Roma)
- Steps Veneto, pitch day (12 ottobre, Padova)
- IED Square (6/7 ottobre, Milano)
- Maker Faire Rome (14/16 ottobre, a Roma)
- Evento Slush (30 novembre/1 dicembre, Finlandia, a Helsinki)
- Wearable Tech Torino (fine novembre)

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By martinadabbondanza in Interviste



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