Ambra Bianchi – “Il giorno dodici”

Il diluvio universale
L’ombrello che quando serve non c’è mai
La sfiga
Il traffico di Roma
E una di quelle giornate che sembrano non finire mai.

Incontro Ambra a casa sua, ci sediamo in quello che per me è l’angolo migliore della casa perché alla fine di ottobre il tepore del camino può essere battuto solo da una fornitura a vita di ciambelle dolci alla crema.
Le guance sono leggermente colorite dal calore del fuoco e i ricci morbidi le incorniciano il viso perfettamente nonostante mi dica di aver preso tanta acqua.

Io conosco bene quelle guance, ed anche la bontà che c’è dietro quel sorriso a 32 denti, ma soprattutto conosco il suo grande talento, e oggi voglio lo conosciate anche voi.

 

Ciao Ambra! Come va? Che ci racconti?
Ciao Martina! Tutto molto bene, grazie! Sono reduce da un proficuo colloquio con la professoressa che sta curando la mia tesi, e sono molto entusiasta al momento.

Bene! E in cosa stai per laurearti? Se possiamo farci un po’ gli affari tuoi.
Mi laureo in storia contemporanea, sto scrivendo una tesi sulla relazione tra letteratura e socialismo, è un lavoro abbastanza complesso e mi porta via molto tempo, e aggiungerei anche ‘chi me l’ha fatto fa’.

Dai parlaci un po’ di te, dicci cosa fai.
Io ho 27 anni, studio Lettere moderne con dedizione e ritardo alla Sapienza, anche se sto per laurearmi quindi posso dire di essere in dirittura d’arrivo. Ho sempre avuto una grande predisposizione per le materie umanistiche, arte e letteratura, accompagnata da una grande passione per la scrittura che mi ha portato un anno fa a decidere di aprire un blog in cui scrivo poesie.
Il mio sogno sarebbe quello di poterle pubblicare, e pochi giorni fa ho ricevuto una proposta editoriale. Ora sto valutando come muovermi perché per me è un’esperienza totalmente nuova ed è arrivata anche in un momento inaspettato.

Nel tuo blog, che si chiama IL GIORNO DODICI, parli principalmente di poesie giusto?
Si, principalmente le mie sono poesie.
Mi è capitato di scrivere dei post più lunghi ma principalmente le mie sono poesie, con versi molto liberi perché sono il risultato di sensazioni immediate che metto sulla carta.

Questo tuo modo di scrivere ti viene naturale, e tiri fuori qualcosa che senti seguendo l’ispirazione oppure ti siedi a tavolino e scegli di cosa scrivere in quel preciso momento?
No, non è niente di meccanico, infatti non sempre scrivo con continuità. Ci sono dei periodi in cui sono più produttiva e altri in cui non scrivo nulla. E questo perché scrivo per associazionismo di idee. Tiro fuori quello che ho dentro e avviene attraverso associazioni particolari di parole e significati. Quindi il risultato può sembrare confuso perché è una scrittura immediata, molto personale. E proprio per questa sua caratteristica non pensavo di poter piacere ad una realtà editoriale.

E per questo associazionismo di idee ricorri a termini specifici, riferimenti letterari o storici?
Grazie ai miei studi ho un bagaglio culturale che mi aiuta molto, ed essendo un’appassionata della poesia novecentesca, di autori del ventesimo secolo, del verso libero delle avanguardie, dalle quali sono sempre stata ispirata mi riesce naturalmente.

E quali sono i contenuti principali delle tue poesie? Il sottotitolo in realtà è molto indicativo e non lascia spazio ad interpretazioni sbagliate: ‘tutta roba di sentimenti’ dici.
Si, io parlo di sentimenti perché credo sia la cosa che mi riesce meglio, non per presunzione ma perché sono una persona molto romantica, idealista e molto sognatrice. E se devo essere sincera anche le mie disavventure sentimentali mi hanno aiutato parecchio nella mia fase di produzione. Per capirci, il classico “mai ‘na gioia” per me è stato molto proficuo.
Di conseguenza capirete che anche se vedo arrivare una gioia la scanso subito perché mi impedirebbe di scrivere.

E hai sempre avuto questa predisposizione per la poesia? quale è stato il momento in cui ti sei resa conto che la poesia era ‘il luogo’ in cui riuscivi a portare un pezzetto di te?
In realtà no.
Si è vero, ho sempre amato scrivere, però allo stesso tempo dire ‘mi piace scrivere’ è come dire amo il gelato, amo andare al cinema, amo andare alle mostre. Dice tutto e niente. Scrivere, per come lo sento io è una propagazione del mio essere, dell’essere Ambra. Io tiro fuori quello che ho dentro, ed è come se mettessi un punto a quel sentimento.
Mi sono ritrovata nella poesia non da tantissimo tempo in realtà, il momento è stato quello in cui ho incontrato nella mia vita Elsa Morante.
Ho incontrato le poesie di Elsa, ho incontrato i romanzi di Elsa e mi sono immersa totalmente nella sua vita, nel suo quotidiano, leggendo le sue lettere, leggendo i suoi sogni. Io mi sono sentita Elsa Morante, e nel momento in cui l’ho incontrata ho iniziato a scrivere poesie.

Diciamo che ‘Il Giorno dodici’ non è un nome di facile interpretazione. Ti  va di dirci cosa si nasconde dietro il suo significato?
Si, certo! La storia del nome si riallaccia al discorso che abbiamo fatto poco fa e legato ad Elsa. Il titolo sta ad indicare che nella mia vita c’è stato un giorno dodici durante il quale mi sono immersa in quel mondo che non era il mio, e nonostante questo ‘mi sono incontrata’.

Credo che questo sia il termine esatto. Ho incontrato Ambra, e l’ho incontrata grazie a lei.

Cosa consiglieresti a chi come te ha una passione similare alla tua ma ha paura di mettersi in gioco?
Ci credi che pochi giorni fa un ragazzo che mi legge mi ha scritto chiedendomi consiglio proprio riguardo a questo argomento?
Ti dico, inizialmente è stato difficile anche per me. In un blog ci si mette a nudo, un po’ come in una relazione, con la differenza che ti trovi a mostrare te stessa a molte più persone. Estranei che sono liberi di prendere ciò che fai, giudicarlo e valutarlo.

Noi viviamo in un secolo in cui la privacy fondamentalmente non esiste, è tutto in vetrina, siamo persone in evidenza. Quindi qualunque cosa fai, che tu faccia un selfie e lo condivida su instagram o che cambi la foto profilo su facebook è un momento in cui tu non sei più solo Martina ad esempio, ma sei la Martina che tutti quanti vedono e ognuno può avere la sua idea di Martina.

Per cui io dico, se tu, oltre a farti una fotografia e a scrivere un post su facebook vuoi dire qualcosa di più, non devi avere paura di scriverlo in un blog o di tirarlo fuori in qualsiasi altro modo, perché ci si sente molto più se stessi che non quando si postano foto e tutto il resto.
Io nel momento in cui scrivo sono pienamente Ambra, chi vuole conoscere me deve leggere quello che scrivo. Ogni cosa che amiamo rappresenta un pezzetto di noi, quindi io direi a tutti quanti di metterli tutti i pezzetti del puzzle e di non lasciare niente nella scatola. Buttatevi!

Siamo arrivate alla fine, ti va di dirci quali sono i tuoi progetti e i tuoi desideri per il futuro?
Adesso il mio obiettivo principale è la laurea. Anche perché come ti dicevo sto anche un anno fuori corso ed è la priorità in questo momento. Inoltre devo pagare una multa salatissima alla sapienza, anzi, ci terrei a dirlo così se qualcuno dovesse trovarsi a leggere e volesse dare un contributo, sarebbe ben accetto.

Quindi come ti dicevo, al primo posto…anzi, sai che c’è, non è vero.

La laurea non sta al primo posto.

Al primo posto c’è la pubblicazione, ed è difficile ammetterlo un po’ per paura, e un po’ anche per scaramanzia. E questi sono i motivi per cui faccio fatica a dirlo ad alta voce. Però dai cazzo ho ricevuto una proposta quindi al primo posto per me c’è questo.
E se riuscissi a pubblicare qualcosa che va al di là del mio blog che comunque riceve molte visite e mi da molte soddisfazioni, ne sarei davvero felice.

Quindi per rispondere alla tua domanda il mio desiderio per il futuro sarebbe poter dire: Ciao sono Ambra e ho pubblicato un libro, e mi laureo a gennaio 2017.

Noi allora ti facciamo un grande in bocca al lupo per la pubblicazione, per la laurea, e anche per le tue vicissitudini sentimentali! Dacci qualche contatto dove poterti seguire.

Potete seguirmi su ilgiornododici.wordpress.com e su instagram: @1puntino.

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