Mirko Oliveri

Sarà la bella giornata, il sole caldo nonostante il calendario dica che siamo in inverno, o chissà cosa, fatto sta che ho un gran desiderio di arance. Arance belle, quelle rosse, super polpose che solo in Sicilia crescono grandi come meloni. Mmmmh.

Se i sogni son desideri, la mia fatina del giorno (anche se preferirebbe esser definito “un drago sputa fumetti”) è Mirko Oliveri, 29 anni, catanese, che per questa intervista mi porta in un bar che conosce lui, dove fanno delle “spremute come si deve“.

Se lo dice UN SICILIANO, io mi fido.

Buongiorno Mirko e grazie per il tuo tempo. Abbiamo parlato di arance, della tua sicilianità, ma non di una cosa vagamente centrale in un’intervista: chi sei? Che fai? Perchè siamo qui?

Sono Mirko Oliveri, sono il CEO di VERTICOMICS.

VERTICOMICS è l’app dei fumetti digitali, siamo qui perché l’ordine cosmico ci ha posizionato nella stessa porzione di spazio-tempo.

(Questo ragazzo già mi piace)Altre tre domande facili facili: perché un’applicazione, perché di fumetti e perché in Italia?

Un’app perché la grandissima diffusione sia di iphone e in generale dei tablet e degli smartphone ha provocato una profondo mutamento nel modo di consumare internet, di intendere e usare servizi e beni virtuali. Se 10 anni fa la mia finestra sul mare internet era a forma di desktop del mio laptop, adesso ha la forma dello schermo touch del mio telefono.

Fumetti perché il Fumetto è un linguaggio artistico importantissimo. È inconcepibile pensare che questa arte non sia veicolabile in maniera virtuale e informatica, è successo per musica, letteratura, fotografia, cinema, videogiochi. Rifiutare il fumetto digitale significa scrivere fine sulla storia di questo linguaggio. Inconcepibile.

In Italia perché sono italiano e conosco molto bene il mercato italiano dei fumetti e i suoi interpreti. Comunque VERTICOMICS sta già aprendo all’estero. In un altro continente.

Da quale idea siete partiti e quando? Come l’avete sviluppata e quali sono state le tappe che vi hanno portato dalla Sicilia, uno dei luoghi apparentemente meno cablati d’Europa, all’incubatore romano Luiss Enlabs?

Ho incontrato il direttore di Luiss Enlabs a Catania nel 2014 ad un evento organizzato dall’associazione Youthub. Io bazzicavo l’ambiente startup ma ero interessato solo a fare bene con i fumetti. Nel corso di questo evento ho conosciuto il programma di accelerazione di Luiss Enlabs. Ho compilato il form per l’application sul sito dell’acceleratore e circa un mese dopo ero a Roma a cambiare la mia vita e quella dell’editoria, spero.

Siamo partiti nel 2010 con il sito verticalismi.it, il più importante aggregatore di webcomics d’Italia. Non avevo nessuna ambizione al denaro ma tanta ambizione per il buon fumetto: in 5 anni abbiamo raccolto tantissimi riconosicmenti tra cui il premio Micheluzzi ed era arrivato il momento di farne una professione.

Quando hai dovuto spiegare ai tuoi parenti che dovevi trasferirti a Roma per lavorare alla tua idea, come hanno reagito? Ma soprattutto, hanno capito cosa fai esattamente?

I miei genitori ma sopratutto Tiziana, la donna che sposerò ad Aprile, hanno vissuto con entusiasmo e dispiacere la mia partenza. Chiaramente gli affetti mi mancano molto, ma sono anche il mio principale stimolo per migliorarmi nel lavoro. La Sicilia è stupenda, ma purtroppo è troppo provinciale per dare spazio alle startup e investire nelle idee; per fortuna a Roma non è cosi, quindi eccomi al mio posto, dove posso crescere.

Tiziana ha avuto sempre le idee chiare sulla mia professione ed è stata la mia più grande sostenitrice da sempre. I miei genitori inizialmente erano preoccupati, non capivano un mondo così lontano dalla nostra realtà; adesso, però, hanno le idee molto più chiare, sono orgogliosi di me, e io di loro.

Perdonami se insisto sull’argomento ma cosa dice tua nonna? Ho l’immagine della mamma di mio nonno (anche lui catanese) in mente e pensare di parlarle di StartUp mi fa strano.

Mia nonna è molto contenta, è stata spiazzata, pensava dovessi diventare un avvocato ma è molto felice. Non perde occasione per farmelo sapere.

Torniamo al sodo: solo a sentire le parole INVESTIMENTO, PROGRAMMAZIONE e LUISS (chiedo venia) già sento odore di camicia inamidata e gemelli scintillanti. Quanto c’è di vero in questo pregiudizio, confrontandolo con la tua esperienza professionale?

Il mondo della finanza si è svelato molto più intelligente, pratico e consistente di tante realtà strettamente legate alla produzione artistica. Inoltre, tutti i milionari che conosco vestono casual.

Di startup, social, sharing, ecommerce sentiamo parlare quotidianamente e moltissimi si imperlano la bocca con questi paroloni. Essendone immerso quotidianamente, sei la persona giusta a cui chiedere come stanno le cose, a livello nazionale, su queste tematiche.

Le cose stanno andando molto bene. L’Italia ha un PIL pari a $1.8trillion contro $1.23trillion della Spagna, per esempio. L’Italia è l’ottava economia mondiale. Investimenti nel settore sono arrivati a $98mn nel 2015. Rispetto all’entità dei venture capital, sia chiaro, siamo appena all’inizio di questa nuova fase economica e che all’estero, senza volare in Sylicon Valley ma fermandosi in Spagna (che certamente non ha una economia invidiabile), nel 2015 sono stati investiti 600 milioni di dollari in startup. Quindi, le cose vanno bene ma andranno sempre meglio se continuiamo tutti a lavorare così.

VERTICOMICS è stata scelta da Facebook, insieme ad altre 5 start up, per l’edizione italiana di FbStart, un programma nato nel 2014 che consente ad aziende di avere un contatto diretto con chi lavora nell’azienda di Zuckerberg. Che margini di miglioramento prevedi, senza svelarci troppo?

L’unico margine che voglio migliorare è quello del rapporto emotivo tra VERTICOMICS e i suoi lettori: troppo spesso le aziende vedono i propri potenziali clienti come dei bancomat da cui prelevare soldi, invece per me è fondamentale che i clienti vengano trattati come persone.

Torniamo a parlare di desideri: cosa auspichi per il tuo principale concorrente?

Di andare fortissimo e diventare miliardario, chiaramente insieme a me. Odio la provincialità di alcune piccole imprese italiane che credono sia vantaggioso fare la guerra agli altri piccoli imprenditori; credo che tante aziende possano accrescere di molto il loro fatturato complessivo semplicemente collaborando. Gli accordi b2b sono strutturati con formule win to win in tutto il mondo, facciamolo anche in Italia.

VERTICOMICS lo fa.

intro

Chi sono le persone che ti ispirano, modelli che consulti, leggi o ascolti quando vuoi migliorarti o prendere una decisione importante?

Sicuramente il mio modello, la persona a cui mi ispiro è Caterina Marietti, il CEO di Bao Publishing: se pensi che la BAO nasceva solo 6 anni fa e guardi alla posizione che oggi ha nella scena editoriale, realizzi che si tratta di una storia culturale e imprenditoriale stupenda. Caterina ha creato un’azienda che è un monumento all’arte sequenziale, splendido sotto ogni aspetto. BAOtiful.

Caterina è una delle persone che tengo più in considerazione quando faccio le mie scelte.

All’inizio, ci hai lanciato una bomba notevole: VERTICOMICS punta all’estero. Quindi? Puoi dirci di più? Non lasciarci con il fiato sospeso.

Stiamo rilasciando la nostra app in Brasile, con un catalogo ad hoc per il pubblico carioca. Baila la samba do mundo.

Grazie Mirko.

Ci LEGGIAMO in giro.

Letteralmente.

Mirko Oliveri è il CEO di Verticomics, app che vanta una grandissima libreria di fumetti digitali (anche gratis) , disponibile su AppStore per iPhone ed iPad – verticomics.com

Intervista di Giovanni Villani

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