Piervito De Rosa

Abbiamo incontrato Piervito de Rosa, in arte Grisù, durante una calda mattinata napoletana, sul set di un videoclip – di cui per il momento non possiamo dirvi nulla. Abbiamo parlato un po’ di tutto, e ci siamo resi conto che Piervito aveva davvero tante cose da raccontare.
Così abbiamo deciso di continuare la nostra chiacchierata qui, e di farla leggere anche a voi.

Ciao Piervito, come va? Ci siamo fatti una bella chiacchierata al telefono poco fa, abbiamo parlato di moltissime cose, ma andiamo con ordine, e partiamo dall’inizio.
Ciao a tutti, il mio percorso artistico inizia nel 1996 sia come writer sia come cantantante raggamuffin dove vivo, ovvero Pontecagnano Faiano una piccola cittadina vicino Salerno, e come tutti i ragazzi di diciotto anni sognavo di far conoscere la mia musica. Ho iniziato a cantare in un gruppo formato da amici di scuola e poi ho fondato i Paranza Vibes con cui ho girato tutta l’Italia. Il percorso con i Paranza Vibes è durato quindici anni, registrando quattro dischi, e collaborando alla colonna sonora di un film e di due docufilm.

Hai collaborato con parecchi grandi artisti, tra amici e maestri…
In questi anni ho avuto il piacere e l’onore di registrare brani con Zulù (99 Posse), Terron Fabio (Sud Sound System), Anthony Johnson ed il piacere di dividere il palco con tanti grandi artisti come Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Roy Paci e tanti altri.

E con chi invece ti piacerebbe collaborare ad ogni costo?
Mi piacerebbe collaborare con tanti grandi artisti per imparare da loro tante cose, in particolare con Enzo Gragnaniello tra gli artisti italiani e Barrington Levy tra gli artisti internazionali.

Sei un artista poliedrico, a tutto tondo. Disegni anche, giusto? Quali sono i tuoi “maestri” artistici?
Ho iniziato a disegnare sui muri della mia città, e mi ispiravano tanti artisti contemporanei come Keith Haring e moderni come Dalì e De Chirico. Continua la mia passione per il disegno e l’intreccio con la musica, infatti le mie opere creano un connubio con le canzoni avendo le stesse tematiche. Ho usato la tecnica digitale per realizzare le opere che vengono poi stampate su tela.

Tra tutti questi tuoi aspetti ce n’è uno che mi ha incuriosito maggiormente: la figura del “cantastorie”…
Si!! Cantastorie Raggamuffin non e’ solo il titolo del mio ultimo lavoro ma anche un omaggio alla figura del cantastorie classico che univa la musica, la pittura, la poesia.
Un omaggio a un mondo magico poco conosciuto.

Noi ci siamo conosciuti su un set di un videoclip a Napoli. Mi è parso, negli ultimi tempi, che ci sia una sorta di “rinascita” della musica napoletana, tra tradizione e innovazione, tra musica popolare, rock e rap, non trovi anche tu?
Sì sono d’accordo con te, di questa rinascita sono enormemente felice perché è sintomo di una vivacità culturale del nostro territorio, che purtroppo è segnato anche da tanti problemi.

Mi hai accennato anche a un tuo passato romano. Tra realtà e luoghi che conosciamo molto bene. Dimmi una cosa che odi e una che ami di Roma e di Napoli.
Di Roma apprezzo molto il valore antico, storico della città ne rimango sempre folgorato; odio il suo traffico. Di Napoli apprezzo i colori, i sapori, e l’allegria della gente; odio il traffico.

Dacci qualche coordinata web, dove possiamo sentirti e trovarti
Ho una pagina facebook “Piervito Grisù”, poi c’è la pagina fb dell’etichetta discografica
“Bit&Sound Music” e il sito web www.bitsoundmusic.com

Abbiamo parlato molto del tuo passato, e dei tuoi progetti presenti. Non mi rimane che chiederti dei tuoi progetti futuri!
Il disco Cantastorie Raggamuffin è stato pubblicato il 27 maggio 2016 dall’etichetta
“Bit &Sound Music” e quindi adesso stiamo girando con il tour estivo, ma i progetti futuri sono veramente tanti, tra cui suonare all’estero e portare il nostro spettacolo nei teatri.

Un sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è di cantare accompagnato da un’intera orchestra.
Vi saluto e vi ringrazio. Positive vibes!

foto Stefano Delìa

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