Quelle Tre

Quelle Tre è una cucina itinerante. Helene, Francesca e Veronica, organizzano aperitivi, cene e degustazioni (aperti a tutti) sia in bellissime case private che in locali pubblici. La qualità del cibo (lo dico per esperienza diretta) è alta. Per darvi un’idea: Helene e Francesca hanno lavorato nel ristorante due volte vincitore del “The World’s 50 Best Restaurant”, El Celler de Can Roca, nonché nella cucina dello chef stellato italiano Antonello Colonna. Si sono specializzate all’ALMA, l’Accademia di cucina diretta da Gualtiero Marchesi. Oggi le incontro per farci una chiacchierata e condividerla con i lettori di Le Cool.

Ciao Helene, ciao Francesca, ciao Veronica. Come va? Che ci raccontate?
(Tutte e tre fanno un profondo respiro, in coro, e poi, sempre simultaneamente, mi regalano un sorrisone).
Helene: stanchissime. Stiamo lavorando moltissimo in questo periodo. Non mi fraintendere, siamo contentissime di lavorare tanto e, anzi, direi che stiamo sviluppando una specie di dipendenza per i complimenti che riceviamo da chi mangia i nostri piatti. Ma ciò non toglie che siamo esauste (ridono ancora).

In due parole, chi siete?
Veronica: Beh ovviamente ognuna di noi ha una sua risposta, veniamo tutte da percorsi diversi, sia di vita che professionali. Loro due si sono conosciute all’Accademia di cucina, ma prima di allora Francesca studiava Farmacia ed Helene faceva l’assistente di volo. Io invece vengo dal mondo della recitazione e del teatro e sono amica di Helene fin da quando eravamo piccole. Ma al di là di queste noiose informazioni da curriculum, siamo tre grandissime amiche.

Qual è stato il passaggio che vi ha portato dall’essere tre grandi amiche a diventare “Quelle Tre”?
Circa sei mesi fa, per la prima volta dopo molto tempo e molti viaggi, ci siamo ritrovate tutte e tre a Roma nello stesso momento, per puro caso. E, soprattutto, tutte e tre con la stessa voglia di creare qualcosa di nostro. Qualcosa che ci permettesse di mettere a frutto le nostre esperienze e i nostri talenti. E così sono nate “Quelle Tre”. Che – teniamo a precisarlo – non sono una semplice cucina itinerante. Oltre al cibo, un aspetto per noi centrale è la convivialità. Vogliamo che intorno ai nostri piatti nascano relazioni sociali.
Potremmo definirlo un “Food-Network”!
Veronica: si, mi sembra molto azzeccato (ride).

Ora vorrei chiedervi dei vostri viaggi. So che negli ultimi anni avete avuto uno stile di vita molto poco sedentario.
Francesca: Eh si! Veronica addirittura ha viaggiato attraverso 7 Paesi del Sud America. Ma devo dire che neanche noi possiamo lamentarci. Abbiamo trasformato un Caravan Heriba del 1967 in un Food Truck e abbiamo girato la Spagna in lungo e in largo. Questa esperienza nel campo dello street food magari fa meno curriculum delle cucine dei grandi chef stellati in cui abbiamo lavorato, ma noi ne siamo davvero molto fiere.

E ci credo! Avete girato tutta la Spagna con un Food Truck, è una figata pazzesca! Niente male anche il viaggio in sud America di Veronica. Complimenti! Però, dopo queste mille avventure siete tornate a Roma. Come mai?
Helene: Mah, mettici alcune questioni familiari, mettici un po’ di voglia di tornare. Poi il nostro mitico furgoncino è morto, si è scassato irreparabilmente, e anche quello lo abbiamo letto come un segno del destino. Era il momento giusto per tornare.
Veronica: Io invece, più semplicemente, mi sono resa conto che, pur essendo molto sensibile al fascino del nomadismo, sono una persona che alla lunga ha bisogno di un punto di riferimento geografico ed affettivo. Di un posto che sia davvero “casa”.

Ora che siete tornate già da alcuni mesi, ditemi una cosa che odiate di Roma.
Veronica: il traffico e il fare tutte le cose, come si dice a Roma, ”alla Carlona”. (Helene e Francesca annuiscono)

Una cosa che amate di Roma.
Veronica: Ovviamente le atmosfere.
Francesca: l’eterogeneità degli ambienti sociali.
Helene: E’ vero! E anche dal punto di vista professionale questa eterogeneità è stimolante. Troviamo utenti di tutti i tipi e possiamo sperimentare nell’ambito di tanti generi culinari, dall’alta cucina allo street food.

Una cosa che odiate della Spagna e del Sud America.
Francesca: Beh, “odiate” è una parola troppo forte. Posso dirti che non abbiamo apprezzato particolarmente il loro cibo. Probabilmente perché veniamo da un Paese, l’Italia, in cui il cibo è un’eccellenza. Gli spagnoli spesso non dedicano abbastanza attenzione al cibo e alla ricerca dei prodotti.
Veronica: Hai presente l’Italia? Un paese con un enorme potenziale e tantissime risorse che però sono divorate da malapolitica, corruzione e mafia? Ecco, in questo il sud america è molto simile a noi, purtroppo.

Una cosa che amate della Spagna e del Sudamerica?
Francesca: io direi che della Spagna amo più di ogni altra cosa gli spagnoli, il loro mood. Sono sempre sereni, rilassati, sorridenti. Non si lasciano mai sfuggire un pretesto per far festa. E però, a differenza di quanto avviene in Italia, tutto questo non si traduce nell’inefficienza dei servizi, nel malfunzionamento di qualsiasi cosa e nella scarsa professionalità in tutti gli ambiti lavorativi. Anzi, direi che in Spagna funziona tutto piuttosto bene.
Veronica: Magari sarà una risposta banale e un po’ fricchettona, ma l’energia che ti trasmettono i sudamericani è incredibile. Poi sono così accoglienti, così generosi.

Classica domanda di congedo: progetti o sogni per il futuro?
(Dalle loro facce mi rendo conto in fretta di aver fatto la domanda sbagliata)
Francesca: Grrr, questa domanda ci fa venire l’orticaria!
Helene: Sognare è gratis, perciò di sogni ne abbiamo un milione. Sogniamo tutto. Impossibile restringere la cerchia.
Veronica: I nostri progetti sono troppi e troppo confusi. E ci piace così.

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