Silvia D’Orazi

Ciao Silvia! Come stai? Che ci racconti? Come sta andando la tua estate?
Ciao LeCool! La mia estate inizia la settimana prossima con un bel viaggio a Palermo per un film festival sullo sport al quale è in concorso uno dei documentari di “A Qualcuna Piace il Calcio”…direi che non potrebbe iniziare meglio!

Sei una regista e sappiamo che da qualche anno porti avanti questo progetto sullo sport femminile. Parlacene un po’…
Sì, “A Qualcuna Piace il Calcio” è un progetto molto ambizioso che nasce dal desiderio di riempire l’immenso vuoto mediatico nell’ambito dello sport femminile. Produciamo documentari sulle atlete italiane che praticano sport di ogni genere. Abbiamo iniziato dal calcio ad 11 di serie A e stiamo continuando con tanto entusiasmo approdando a discipline più o meno note, ma che annoverano campionesse di alto livello e che rimangono comunque abbastanza nell’ombra. Quando dico “produciamo” non mi dò del “noi”, è che fortunatamente non sono sola a portare avanti questo lavoro. Insieme a me c’è Chiara Aliberti con la quale condivido interamente l’impegno sia realizzativo che sociale, poi nella produzione video ci aiutano Giovanni Lupi per le riprese, Fabio Galletti per gli effetti e Federico Cannamela per le musiche.

Inoltre da una serata con proiezioni e dibattito è nata una vera e propria rete dello sport femminile con il nome #BelleForti che muove i suoi primi passi con l’obiettivo di uscire da stereotipi e pregiudizi di genere e che include tutte le atlete che hanno voglia di lavorare per un futuro sportivo migliore.

Cosa ti ha fatto scoprire sulle donne che non ti aspettavi?
Sicuramente la quantità di stereotipi e preconcetti che riguardano lo sport femminile è tale e tanta che se non hai una grande forza interiore, una ferrea convinzione in ciò che fai, ma prima ancora, in CHI SEI, ogni giorno troveresti una scusa per non andarti ad allenare. Da queste donne ho imparato tanto e grazie a loro, ultimamente, posso dire di aver preso decisioni con maggiore coraggio. Credo che conoscerle mi abbia fatto crescere a livello umano prima ancora che professionale ed è proprio per questo che documentare il loro vissuto acquista un senso più profondo e che mi piace condividere…

Quale sport ti piacerebbe praticare di più tra quelli che hai conosciuto?
In questi 3 anni ho provato tanti sport, ma devo dire che ho un debole per il calciotennis, uno sport assurdo nel quale si suda parecchio e si ride altrettanto. C’è la rete, si gioca in squadra con un pallone e con i piedi. E’ un gioco inventato dagli asiatici e si chiama SepakTakraw nella realtà, ma qui non si pratica molto.

L’altro “sport” che mi piace è quello in strada, quello che torno dopo il lavoro e, se ci sono i ragazzini in giardino che giocano, mi fermo, quello che le regole le facciamo a seconda delle nostre possibilità e che, quando il proprietario del pallone va a casa, finisce la partita, quello che scatta la competizione estrema, ma poi alla fine chi se ne importa, quello che il giorno dopo non ti alzi dal letto per colpa dell’acido lattico, ma ti sei sfogata, stancata e hai dormito come un angioletto.
L’altra verità assoluta è che alcuni sport sembrano noiosissimi a guardarli, ma quando ci giochi ti diverti da matti. Il mio invito è di provarli tutti!

Hai scoperto qualche sport femminile di cui non credevi l’esistenza? Tipo che so… lancio del tronco?!
Adesso stiamo realizzando un documentario sul biliardo femminile. Non credevo proprio che il biliardo fosse una disciplina sportiva poi abbiamo conosciuto Cristina Moscetti, una delle due donne in Italia che vive di questo sport! Piano piano sono entrata nell’ordine di idee che il campo può essere foderato di panno verde…

Dove possiamo seguire le tue avventure nel mondo dello sport in rosa?
Potete cercare “A Qualcuna Piace il Calcio” su youtube, facebook e twitter oppure www.aqualcunapiaceilcalcio.it

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