Silvia Zoppellari – PYLA Designer

Ciao Silvia, come stai? Che ci racconti di bello? 
Buongiorno LeCool, mi fa piacere risponderti che sta andando tutto molto bene e che sto vivendo le prime vere, grandi soddisfazioni in ambito lavorativo!

Il 18 giugno è ufficialmente iniziata la tua avventura come creatrice e designer di PYLA, cosa ci riservi per i prossimi mesi?
Nell’immediato futuro ho grandissime novità da proporvi. Ad esempio, il primo dicembre ho in programma di lanciare una linea di orecchini all’interno della collezione Autunno/Inverno, come naturale completamento della gamma di collane. Si tratta a tutti gli effetti di una novità nella produzione di PYLA, che persegue, tuttavia, la medesima “filosofia” stilistica e cromatica della collezione permanente e che saprà farsi apprezzare, ne sono certa, per il consueto abbinamento tra semplicità e originalità del design.

Quando hai iniziato ad appassionarti al mondo della moda e, in particolare, alla creazione di accessori e gioielli artigianali?
È stato alla fine dell’ultimo anno del Liceo che ho incominciato ad essere attratta dalla moda e dal mondo che le ruota intorno e per dare seguito a questo orientamento ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Scienze della Moda e del Costume, presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Negli anni successivi alla laurea, le esperienze di studio e soprattutto di lavoro mi hanno dato la possibilità di immaginare e mettere in cantiere il mio personalissimo progetto imprenditoriale, che è sorto con un’enorme dose di entusiasmo e un altrettanto importante bagaglio di idee da esprimere.

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Qual è stato il primo modello che hai realizzato per PYLA?
Nell’autunno del 2011, mentre il mio percorso di studi universitari era prossimo al termine, ho ideato la mia prima collana, per questo chiamata “Number One”. Era poco più di un’ispirazione del momento, un’idea nata per caso per rispondere quasi a un’esigenza interiore. Poi, per parecchi mesi, non ho più creato nulla. Ma, mano a mano che la mia prima creazione riscuoteva un successo crescente, è stato quasi naturale che questa idea iniziale si sviluppasse e ampliasse in una vera e propria collezione. A questo punto, ero curiosa di vedere se anche le nuove collane avrebbero suscitato interesse e il successo è proseguito portandomi a PYLA…

Credi che l’accessorio debba rappresentare la personalità di chi lo indossa?
Sì, sicuramente l’accessorio è uno dei dettagli che caratterizza di più la personalità di un soggetto. Mentre l’abito è spesso la pura manifestazione della creatività dello stilista, è l’abbinamento tra vestito e accessori che mette in risalto la personalità e il gusto di li ha scelti e li indossa. Un abito eccellente può sfigurare se accompagnato da accessori “sbagliati”, mentre è più facile che degli accessori d’abbigliamento indovinati valorizzino anche linee di vestiti non propriamente di boutique.

Ci sono degli artisti, o degli stilisti dai quali ti lasci ispirare per l’ideazione delle tue collezioni?
È principalmente grazie al mio percorso di studi che ho scoperto artisti che, più di altri, hanno influenzato la mia tendenza stilistica. Per l’originale uso del colore e delle forme e per il modo innovativo e anche trasgressivo di concepire la moda, devo un grazie a Sonia Delaunay, stilista ucraina naturalizzata francese della prima metà del novecento, che è stata realmente in grado di cancellare molti stereotipi del modo di vestire del tempo. Per gli esperimenti cromatici e la scelta di specifiche tonalità, anche Missoni ha influito sulle mia “vena” creativa, conferendole spessore e dinamismo. Alcuni grandi architetti moderni, tra i quali Alvar Aalto e Richard Meier, mi hanno infine trasmesso il gusto per certe geometrie e l’essenzialità delle linee.

Dove possiamo trovare e acquistare i prodotti PYLA?
Oltre che in una serie di siti internazionali on-line, tra i più recenti operanti in Olanda, in Gran Bretagna e in Indonesia (Qrator, Crowdyhouse e Efesti), la produzione PYLA è presente a Roma presso tre negozi situati, in particolare, nei quartieri Testaccio (FAIRYTALEshop), Monti (Not Your Dolls shop) e Trastevere (Outside Gallery).

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Roma è la città in cui vivi. Dicci una cosa che ami e una cosa che odi di questa città.
Dopo aver vissuto all’estero per un lungo periodo della mia vita, ho imparato ad apprezzare ogni dettaglio della mia città, non disprezzando nemmeno le cose che la rendono problematica agli occhi dei più. Roma non è solo scavi archeologici e cultura, disordine e traffico. Roma è la patria dei colori e delle emozioni, è la città dei profumi che a seconda delle stagioni ti stordiscono e dei panorami unici, che la rendono bella come nessun’altra città. Roma sa essere anche romantica, senza scivolare nella malinconia.

Quest’ultima domanda è d’obbligo: progetti futuri? Sogni nel cassetto?
È una domanda che può imbarazzare, anche se ormai sento di poter rispondere in modo assolutamente consapevole. Vorrei sentirmi intimamente soddisfatta del mio percorso per poter guardare al passato con serenità; vorrei costruire un futuro sempre più appagante, che coesistesse in assoluta armonia con la mia vita di persona che vuole continuare ad emozionarsi e a crescere. Semplicemente, attraverso PYLA vorrei realizzare tutto quello che di bello vive e si agita dentro di me.

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By martinadabbondanza in Interviste