The Flying Madonnas

Io quando ho sentito per la prima volta il nome “Flying Madonnas“, ho riso un sacco. Di gusto, perché le parole mi piacciono e stimo un sacco chi sa giocarci. Pensare quindi alle Madonne Volanti come ad un gruppo, che per di più fa musica che ti fa viaggiare molto forte ed incredibilmente chiaro, non ho potuto che volergli subito molto bene. Il loro nome l’ho visto scritto su una piccola locandina fuori da un locale salentino, ormai qualche anno fa, e da dentro stavano già facendo tremare i muri. A fine concerto ovviamente feci la groupie, scoprii che erano di Roma e mi accollai per bene, tanto che ne scrissi quando Le Cool Roma era ancora a scorrimento orizzontale e gli articoli non dovevano sforare i 750 caratteri, spazi inclusi.
Mi sono accollato così bene che alla fine, circa un mese fa, ci diamo visti da Celestino per fare due chiacchiere sull’album uscito da poco (“Per Aspera Ad Astra“), del tour in Francia e come sempre ho voluto sapere come sta messa Roma ultimamente.
Considerando che dalla sera dell’intervista, le Madonne hanno suonato per le selezioni di Arezzo Wave (che hanno vinto) al Dal Verme che poi è stato chiuso, di cose senza saperlo ce ne siamo dette.

Ci apriamo un po’ di birre e mi siedo tra Niccolò (batteria), Andrea (basso) e Giacomo (chitarra) mentre Mattia, che sta ai synth, alle tastiere e agli effettoni è impegnato a salvare il mondo, o una cosa del genere.

Partiamo dalle basi: come vi siete conosciuti, e quando siete nati come Madonne.

Niccolò: Io ed Andrea ci conoscevamo già da prima, venivamo da ambienti rock e noise, ma volevamo provare a fare qualcosa che riunisse ed ampliasse alcuni discorsi che ci interessavano personalmente. Per questo ci siamo incontrati anche con Giacomo, abbiamo iniziato a suonare un po’ insieme fino a quando ci siamo ritrovati a registrare. E così è uscito fuori “Demo_N”, che abbiamo missato in tre e poi aggiunto Mattia. Diciamo che abbiamo deciso nome e formazione circa quattro anni fa, quindi i “Flying Madonnas” fanno ufficialmente casino dal 2012!

In quattro anni avete girato un po’ dappertutto, poi vi siete presi una bella pausa ed è uscito “Per Aspera Ad Astra”, che come titolo credo sia azzeccato al massimo. Come ci siete arrivati, e quanto è stato faticoso arrivarci?

Giacomo: Ci siamo arrivati dopo molto tempo, e con grandi sforzi. Non perché sia stata una vera fatica, perché comunque abbiamo fatto ciò che ci piace. Ma ci siamo rapportati per la prima volta con un ambiente più tecnico, professionale. Siamo passati dal registrare nudi e crudi qualche traccia, a darci appuntamenti per fare prove, sistemare ogni aspetto dei suoni e degli strumenti, seguiti da una persona dedicata ed esperta come Daniele Gennaretti (presenza costante sul palco dei Bud Spencer Blues Explosion ed orecchio di tante altre band): un professionista che ci ha dato molti consigli e che ci ha davvero insegnato moltissimo. Ma il concept è stato lungo. Abbiamo cercato di dare fluidità tra le tracce, un’armonia tra i pezzi: una cosa che non è così semplice come si può pensare. Alla fine ci abbiamo messo più di un anno, una gestazione secolare per noi. Ma siamo soddisfatti, perché c’è stata grande attenzione da parte di tutte le persone coinvolte, una passione che abbiamo provato a suonare nel disco.

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E prima di suonare qui, mi accennavate di un giro in Francia presentare il disco. Come vi siete trovati? Che differenze di pubblico, se ce ne sono, avete riscontrato con quello romano?

Andrea: Benissimo! Siamo stati a Marsiglia, Lione, Nantes ed a Parigi. Per noi è stata una vera presa bene, così come per chi è venuto a sentirci. La differenza sta principalmente nell’ascolto, e cioè chi è venuto alle nostre serate è venuto per sentirci, anche e soprattutto se per loro eravamo sconosciuti. C’è più voglia di conoscere, ed anche se poi hanno comprato pochi dischi a noi va benissimo, perché sappiamo che chi ci ha apprezzato la prossima volta torna (magari ad Ottobre, quando dovremmo tornare su). A Roma soprattutto invece c’è un po’ la moda di andare ai concerti e poi farsi i cazzi propri, e non si pensa nemmeno al fatto che sul palco c’è chi si esibisce. Insomma, lo dice la parola stessa: uno è lì per mostrare quello che sa fare meglio, ed in teoria tu vai lì a guardarlo e sentirlo. E invece magari si preferisce andare e poi chiacchierare, ignorando completamente quello che succede intorno, e magari ti stai perdendo una cosa bella.

Volevo chiudere con la classica domanda LeCooliana: pro e contro di Roma.

Andrea: Di sicuro è maledetta. Che può essere sia un pro che un contro). Spesso la trovo una città nonsense. E poi è la sede di tutto il potere di questo paese, ma allo stesso tempo è poco Sodoma e troppo Gomorra.
Niccolò: È una città difficile da vivere, con momenti però davvero magici.
Giacomo: beh, sarò banale ma la sua storia. E l’AS Roma! I contro? Le maledette buche, ed il Vaticano!

Le Madonne Volanti spiccano il volo, ci salutiamo e ci promettiamo grandi e prossimi abbracci.

Ora che hanno vinto le selezioni per suonare ad Arezzo Wave (che quest’anno si svolgerà il dal 1° al 3 Luglio), questi quattro bravissimi musicisti hanno l’opportunità di farsi conoscere ancora di più, ancora meglio, ed io oltre che augurarglielo, spero ci siano anche tante persone disposte ad aprire bene le orecchie.

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By martinadabbondanza in Interviste



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